La Germania sta sviluppando un nuovo “sistema di rilevamento dei droni” in grado di proteggere gli aeroporti nazionali e impedire ai velivoli senza pilota di mettere in pericolo aerei e passeggeri.

Il nuovo sistema consisterà nella realizzazione di una “zona vietata” che si estenderà intorno ai principali aeroporti del Paese per un’ampiezza di 11 miglia (quasi 18 chilometri) e un’altezza di 4.300 piedi (circa 1.300 metri).

Soprattutto, nuove tecnologie saranno sviluppate per la registrazione e il monitoraggio dei droni. In questo modo, sarà più facile rilevare la presenza di eventuali velivoli senza pilota non autorizzati nelle vicinanze dell’aeroporto, evitando l’adozione di misure estreme, quali la chiusura della struttura.

Il sistema dovrebbe includere radar di scansione – capaci di rilevare droni di dimensioni micro, mini o standard -, jammer delle comunicazioni – utilizzati per annientare il segnale del drone e farlo cadere al suolo – e sensori di allarme, pronti a rilevare il segnale tra il controllo remoto e l’oggetto in volo.

La minaccia dei droni

Quello tedesco è un progetto nato per affrontare le continue minacce di attacchi con droni, che, nel corso del 2019, hanno costretto per ben due volte l’aeroporto di Francoforte – il principale della Germania – a chiudere, causando pesanti disagi ai passeggeri.

Il 22 marzo, la torre di controllo ha interrotto il traffico aereo per almeno 30 minuti a causa dell’avvistamento di un velivolo senza pilota nelle vicinanze. Meno di due mesi dopo, il 9 maggio, lo stesso aeroporto è stato chiuso per 48 minuti, causando il ritardo o la cancellazione di decine di voli.

In Europa, la minaccia di attacchi con droni si è fatta più insistente a partire dal dicembre 2018. Tra il 19 e il 21 dicembre 2018, l’avvistamento di droni vicino al perimetro della struttura aveva mandato in tilt l’aeroporto di Gatwick, il secondo della Gran Bretagna, causando disagi a più di 140.000 passeggeri. Poche settimane dopo, l’8 gennaio, un altro drone non identificato era stato avvistato vicino all’aeroporto londinese di Heathrow, causando la sospensione di tutti i voli in uscita dallo scalo.

“L’attività di droni vicino alle piste d’atterraggio costituisce un grande pericolo per la sicurezza delle operazioni di volo”, ha spiegato un portavoce dei controllori del traffico aereo a Francoforte. “Recentemente, i droni hanno costretto alla paralisi il traffico aereo, e ciò è stato un incentivo per l’elaborazione di questo nuovo progetto”.

Il rischio di collisione

L’eventuale collisione tra un drone e un aeroplano potrebbe trasformarsi in una vera e propria catastrofe, soprattutto nel caso in cui venisse colpito il motore del velivolo. Pur avendo dimensioni molto ridotte rispetto agli aerei, i droni sarebbero in grado, in caso di impatto, di bucare l’ala dell’aereo o danneggiare seriamente la fusoliera.

A causare il danno sarebbe la violenza dell’impatto, dovuta all’alta velocità a cui viaggia il drone. Secondo un studio dell’Università di Dayton, anche un aereo di grandi dimensioni in grado di trasportare fino a 300 persone, potrebbe subire danni in caso di scontro.

Attualmente, in Germania è vietato far volare i droni a meno di un chilometro e mezzo dagli aeroporti; tuttavia, si tratta da una norma facilmente aggirabile, considerata l’estensione dell’area interessata.

I droni in commercio sono dotati di geofencing, una tecnologia in grado di definire le coordinate geografiche virtuali di entità in movimento, che possono essere tracciate attraverso il segnale Gps. Uno strumento utilizzabile per arrestare il volo dei droni quando questi entrano in aree vietate. In pratica, però, esiste la possibilità di ottenere speciali permessi che consentono di eludere il geofencing.

Il futuro dei droni

Negli ultimi tempi, i droni stanno diventando sempre più diffusi, al punto da far parlare di “arma del futuro”. Un’analisi dell’Associazione Europa Atlantica ha messo recentemente in luce come “nell’attesa dei caccia di sesta generazione il futuro della guerra aerea dipenderà dall’introduzione dei droni in attività operative”.

In parallelo, aumenta il pericolo che questi strumenti vengano utilizzati anche dai gruppi terroristici. Già nell’ottobre 2017 lo Stato Islamico aveva minacciato di condurre attentati di questo tipo, diffondendo poster con immagini di droni contro New York e Parigi e la scritta “Await For Our Surprise”.

Città, aeroporti, luoghi a cielo aperto sono potenziali target di azioni con droni. La  cui disponibilità commerciale e  facilità di utilizzo li rendono uno strumento agevole per colpire, in particolare, gli eventi di massa.