Un nuovo attentato ha sconvolto in questo venerdì Kabul. Presa di mira, come già accaduto in passato, una scuola superiore. Secondo quanto riferito da fonti governative afghane alla tv qatariota Al Jazeera, le vittime al momento sono 32. Ma il bilancio è destinato ad aggravarsi per via della presenza di almeno 40 feriti, alcuni dei quali gravi. L’attacco è anche un colpo molto duro da subire per i talebani: tornati al potere lo scorso anno, con la promessa di ripristinare la sicurezza, un attentato del genere rischia di minare la popolarità degli studenti coranici.

La dinamica dell’attacco

Località e data dell’attentato forse non sono stati casuali. Il quartiere colpito dall’attacco è stato infatti quello di Dashti Barch, abitato in gran parte dagli Hazara, i quali professano in maggioranza la religione sciita. Chi ha agito quindi sapeva di colpire tra studenti sciiti, quasi a voler lanciare un forte messaggio non solo alla comunità Hazara ma all’intero Afghanistan. Inoltre l’attacco è avvenuto, come già altre volte in passato, nel pieno della giornata della preghiera del venerdì.


Col ritorno dei talebani sembra che la violenza del terrorismo non sia finita.
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CAUSALE: Reportage Afghanistan
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Testimoni hanno dichiarato ai media locali di aver visto in azione almeno un attentatore suicida. Ad agire sarebbe stato quindi un kamikaze, il quale ha azionato uno o più ordigni mentre decine di studenti si recavano nell’istituto superiore. L’esplosione ha svegliato Kabul e ha fatto percepire ancora una volta ai cittadini della capitale afghana la precarietà delle attuali condizioni di sicurezza.

La situazione è apparsa subito grave all’arrivo dei primi soccorritori. Diverse vittime sono morte sul colpo subito dopo la deflagrazione, altre invece sono state portate negli ospedali più vicini. Le indagini per capire se ad operare sia stato un singolo terrorista oppure un commando più articolato sono in corso. Nel frattempo a Kabul si spera che il bilancio non risulti ancora più grave.

Un colpo anche ai talebani

Il governo dell’emirato talebano ha subito condannato l’attentato. Zabiullah Mujahid, portavoce governativo, ha definito “un grande orrore” quanto accaduto a Kabul e ha promesso, a nome dei responsabili della sicurezza dell’emirato, importanti contromisure “per scoprire e punire gli autori dell’attacco”.

Anche il portavoce della polizia di Kabul, Abdul Nafy Takor, ha espresso indignazione: “Attaccare obiettivi civili – ha scritto sui social – dimostra la crudeltà disumana del nemico e la mancanza di standard morali”. Senza dubbio per i talebani l’attacco è un colpo molto duro. Gli studenti coranici, quando lo scorso anno sono riusciti ad entrare a Kabul e a riprendere il potere, hanno promesso la fine delle guerre nel Paese e una maggiore sicurezza per tutti i cittadini.

Tuttavia le sfide per i vertici dell’emirato su questo fronte non mancano. Già pochi giorni dopo il loro arrivo nella capitale afghana, un kamikaze si è fatto esplodere tra la folla accalcata all’esterno dell’aeroporto in cerca di un volo per scappare. Un’azione quella rivendicata dall’Isis, attivo in Afghanistan con il gruppo affiliato denominato Isis-K. Nei mesi successivi non sono mancate altri attacchi e attanti, a Kabul come nel resto del Paese.

L’attacco odierno non è stato al momento rivendicato, ma la mano sembra essere quella dell’Isis. Del resto, i talebani con i miliziani jihadisti sono sempre stati antagonisti e distanti sia dal punto di vista ideologico che militare. Gli studenti coranici vedono nell’Isis infatti un potenziale ostacolo al controllo dell’intero territorio afghano. Ma a Kabul potrebbero aver colpito altri gruppi, intenzionati a screditare l’emirato talebano su uno dei punti più importanti. Quello, per l’appunto, della sicurezza.