L’ala militare della Jihad minaccia Israele per l’escalation su Gaza. Colpiremo gli obiettivi più sensibili: l’aeroporto Ben-Gurion, il reattore nucleare di Dimona e le raffinerie di petrolio di Haifa. È questa la minaccia lanciata da Hamas e dall’estremismo islamista nei confronti dello Stato Ebraico. Nel frattempo sale la tensione alla vigilia del Ramadan; pioggia di razzi lanciati dalla striscia di Gaza e raid dei cacciabombardieri israeliani su obiettivi militari palestinesi. Sarebbero oltre 200 i razzi lanciati su Israele nelle ultime 8 ore. Massima allerta sull’aeroporto di Tel-Aviv protetto dal sistema Iron-Dom.

A riportare la minaccia che incombe sugli obiettivi annunciati dai jihadisti è stata l’emittente statale israeliana Kan. Israele per parte sua ha lanciato un’accusa nei confronti della Jhiad , citando Hamas, e identificandola come “motore principale” della nuova escalation a Gaza. Secondo il portavoce delle Forze di Difesa israeliane, Jonathan Conricus, la Jhiad avrebbe “trascinato” Hamas ad innescare le attuali tensioni. “La settimana scorsa la Jihad ha sparato un razzo verso il sud di Israele, ieri un suo cecchino ha ferito due soldati e inoltre negli ultime ha intensificato gli sforzi per attivare un tunnel di attacco sotto il confine con Israele”. “È stata la Jihad a provocare l’attuale destabilizzazione”. E i raid lanciati dallo Stato Ebraico sarebbero una reazione.Cacciabombardieri ed elicotteri da combattimento del’Iaf hanno condotto una serie diraid sulla Striscia di Gaza colpendo quelli che l’intelligence ha affermato essere “obiettivi terroristici” individuati nell’enclave controllata da Hamas. Sarebbero 30 gli obiettivi colpiti dai missili dell’Iaf.

Fonte diplomatiche hanno dichiarato che l’inviato delle Nazioni Unite in Medioriente, Nickolay Mladenov, sta lavorando per  ottenere prima possibile un cessate il fuoco e fermare l’escalation di violenza che si sta consumando sulla Striscia di Gaza. Nel contempo le autorità israeliane hanno chiesto tutti i valichi lungo la Striscia, chiudendo di fatto le porte per Israele. La tensione, nella Striscia, sale a dismisura. E la minaccia nei confronti degli obiettivi sensibili israeliani è particolarmente importante, soprattutto perché non è la prima volta che viene inserito nell’agenda degli obiettivi il sito di Dimona: lì, nel cuore del segreto nucleare di Israele, si nasconde una delle chiavi per comprendere la strategia dello Stato ebraico in Medio Oriente. E il messaggio nei confronti degli israeliani da parte della Jihad islamica potrebbe avere una eco ben più importante di quella del semplice messaggio di propaganda.

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