A distanza di meno di un mese dall’episodio di Kongsberg la Norvegia nelle scorse ore è ripiombata nell’incubo del terrorismo. Nella capitale Oslo un uomo armato di coltello ha aggredito alcuni passanti nel quartiere di Bislett. La polizia è riuscita a neutralizzare l’aggressore e si contano solo pochi feriti. Alcuni testimoni hanno riferito ai media locali che l’uomo, mentre aveva in mano il coltello, avrebbe più volte urlato “Allah Akbar“. La polizia norvegese ha escluso il movente terroristico e ha parlato di azione isolata. Ma l’episodio, sia per la vicinanza con i fatti di Kongsberg che con quelli accaduti a Cannes lunedì, è significativo per valutare l’attuale allerta terrorismo.

Dalla Norvegia alla Francia, quei segnali da non sottovalutare

Per mesi gli allarmi sui pericoli derivanti dalle attività jihadiste sono stati in secondo piano. A livello mediatico, anche buona parte del 2021 è stata monopolizzata dalle allerte sul coronavirus. Questo i terroristi lo sanno bene. Del resto i loro attentati hanno, tra gli obiettivi primari, quello di richiamare attenzione. Se le telecamere sono puntate su altri fronti, ai gruppi islamisti non conviene compiere attacchi. Non è un caso che soltanto ora, con la pandemia parzialmente alle spalle o comunque non più seguita come prima, si è tornati a parlare di jihad. Da ottobre ad oggi sono tre gli attacchi sospetti. Il primo riguarda quello di Kongsberg del 15 ottobre. In quell’occasione nella cittadina norvegese un uomo di 37 anni armato di balestra ha ucciso cinque persone. In alcuni video recenti l’aggressore, di origine danese, ha parlato della sua conversione all’Islam. Piantonato in un reparto psichiatrico, l’attentatore era già noto alla polizia anche per altri reati e per problemi psichiatrici.

Rimanendo in ambito norvegese, l’attentatore di Oslo di questo martedì avrebbe urlato secondo molti testimoni la tipica frase pronunciata dai miliziani jihadisti, ossia Allah Akbar. Un segnale che farebbe propendere per la catalogazione di questo episodio tra gli attentati di matrice islamista. La polizia non ha confermato e ha parlato di un soggetto già noto per problemi psichici. Inoltre è molto probabile che il gesto, a prescindere dal movente, sia isolato. Come del resto è da considerarsi isolato l’attacco di lunedì a Cannes, in Francia. Un uomo di origine algerina, sbarcato in Italia nel 2008, ha aggredito con un coltello un agente di polizia prima di essere arrestato. Gli inquirenti avevano già segnalazioni sulla radicalizzazione dell’aggressore e la matrice in questo caso è apparsa subito chiara. Dalla Norvegia alla Francia comunque, i casi isolati nell’ultimo mese costituiscono motivo di allarme. Che si tratti di soggetti organici a gruppi terroristici oppure animati da propri problemi mentali o da “semplice” fanatismo, chiunque ha intenzione di creare problemi sul fronte della sicurezza è ben cosciente di poter colpire adesso. E di poter soprattutto ricevere quell’attenzione mediatica impensabile fino a pochi mesi fa.

Le similitudini con il 2020

A conferma delle possibili allerte terrorismo in questi ultimi mesi dell’anno vi sono le tragiche assonanze con il 2020. Durante i primi lockdown lo scorso anno non si sono registrati attacchi jihadisti. Dunque tra marzo e giugno sul fronte della sicurezza in Europa la situazione è stata piuttosto tranquilla. In estate le prime avvisaglie, ma i veri episodi terroristici sono iniziati poi tra ottobre e novembre. Il 29 ottobre il primo grave attacco, quello di Nizza. A portarlo a termine il tunisino Aouissaoui Brahim, sbarcato a Lampedusa un mese prima. Armato di coltello, il giovane terrorista ha decapitato tre persone all’interno della cattedrale della città francese. Pochi giorni dopo a Vienna un altro attentato ha causato la morte di 4 innocenti. Un altro cane sciolto probabilmente, ma ben consapevole anch’egli della possibilità di avere maggiore attenzione mediatica con l’affievolirsi dell’emergenza pandemica. Quanto accaduto nel 2020 quindi si starebbe ripetendo anche in questo 2021. I terroristi potrebbero aver scelto l’ultima parte dell’anno per i propri tragici propositi. E adesso in tutta Europa, da qui al prossimo Natale, potrebbe crescere l’allerta sulla sicurezza.

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