Boko haram è in crisi, Boko haram è sul punto di crollare, Boko haram è in balia della fame, ma in ogni caso Boko haram continua a colpire e lo fa attraverso una guerra asimmetrica fatta di attentati indiscriminati, senza un’apparente logica marziale ma mirati a creare il terrore, la paura assoluta, l’odio e la morte, l’unica vera fede a cui è adepto il gruppo islamista nigeriano legato all’Isis.

Mercoledì mattina infatti, in una moschea di Maiduguri, la roccaforte dei terroristi nel nord est della Nigeria, due attentatrici suicide si sono fatte esplodere. Stando alle ricostruzioni una prima kamikaze è entrata in moschea e lì si è fatta saltare in aria, poi la complice, che era posizionato all’esterno del tempio, ha aspettato che la folla presa dal panico corresse verso l’uscita e a quel punto anche lei ha azionato il detonatore. Il bilancio finale stando a quanto riportato da fonti locale è di 25 morti e 17 feriti.

Secondo le stime, la guerra del terrore della formazione ribelle nigeriana, negli anni ha provocato oltre 15 mila morti e 2 milioni di persone sono fuggite dalle proprie case e ora vivono nei campi profughi dislocati nella regione del lago Ciad. Ma nonostante sia stata creata una task force internazionale per contrastare l’esercito del terrore e nonostante la guerra abbia provocato una crisi alimentare di cui il gruppo jihadista ne è egli stesso vittima, gli attentati però continuano a destabilizzare l’area e provocare morti.

Negli ultimi mesi infatti c’è stata un’escalation di attacchi nei mercati, nelle tendopoli e nelle moschee della regione. La fabbrica di morte islamista quindi, anche se in difficoltà, non smette di produrre massacri e terrore e l’antidoto al bacillo di sangue che ha infettato il più popoloso Paese d’Africa, ancora non sembra essere stato trovato.

Nel campo comunista di Goli Otok
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