Il bilancio delle vittime continua a salire di ora in ora. L’ultimo bollettino ufficiale parla di oltre 50 morti tra i civili, ai quali si aggiungono i circa 150 membri di “Fitna al-Hindustan”, un’espressione che il governo pakistano utilizza per riferirsi al Baloch Liberation Army (Bla).
Sono ore di tensione estrema nel Belucistan (o Balochistan), turbolenta regione geografica controllata da tre differenti Paesi: l’Iran, dove il territorio in questione coincide con la provincia di Sistan e Baluchestan; l’Afghanistan, con le province Nimruz, Helmand e Kandahar; il Pakistan, con la provincia del Balochistan.
I riflettori sono puntati sul Balochistan pakistano, dove è in corso una vera e propria caccia all’uomo dopo che, tra sabato e domenica, alcuni esponenti del Bla hanno sferrato attacchi coordinati e attentati contro le forze di sicurezza, i civili e le infrastrutture del territorio gestito da Islamabad. “I terroristi erano vestiti da civili e hanno preso di mira indiscriminatamente le persone che lavoravano nei negozi”, ha spiegato il vice ministro degli Interni pakistano, Talal Chaudhry, aggiungendo che i militanti del Bla sono entrati in ospedali, scuole, banche e mercati e hanno aperto il fuoco anche contro la gente comune.
La Baloch Liberation Army ha rivendicato la responsabilità degli attacchi, affermando di aver lanciato un’operazione denominata Herof, ovvero “tempesta nera”, che ha preso di mira le forze di sicurezza in tutta la provincia.

Caccia all’uomo: cosa succede nel Balochistan
“Avevamo ricevuto segnalazioni di intelligence secondo cui questo tipo di operazione era in fase di pianificazione e così abbiamo avviato le operazioni preliminari per sventare diversi attacchi”, ha riferito alla stampa il primo ministro della provincia, Sarfraz Bugti. Le soffiate non sono però bastate per evitare il peggio.
Gli attacchi dei militanti del Bla sono stati lanciati quasi simultaneamente nei distretti di Quetta, Gwadar, Mastung e Noshki. Uomini armati hanno aperto il fuoco contro le strutture di sicurezza – tra cui un quartier generale del Corpo di Frontiera – sferrato attentati suicidi e bloccato le strade nelle aree urbane.
Durissima la reazione dell’esercito, della polizia e delle unità antiterrorismo del Pakistan, che hanno avviato una caccia all’uomo per neutralizzare gli autori del blitz. Le autorità hanno inoltre imposto restrizioni di sicurezza nella provincia che dureranno mesi. Le misure vietano assembramenti pubblici e manifestazioni, limitando il traffico e pure l’uso di indumenti – come le mascherine – che possono nascondere l’identità delle persone nei luoghi pubblici.
Non è certo una novità per quest’area assistere a momenti di tensione, ma qualcosa di così crudo non si vedeva da un bel po’ di tempo.
Le tensioni tra Pakistan e India
A peggiorare ulteriormente la situazione troviamo le affermazioni dell’esercito pakistano, secondo il quale gli attacchi che hanno scosso il Balochistan sarebbero stati condotti da “militanti sponsorizzati dall’India“.
Delhi ha negato le accuse spiegando che Islamabad vuole soltanto distogliere l’attenzione dai propri problemi interni. “Respingiamo categoricamente le accuse infondate mosse dal Pakistan”, ha scritto in una nota il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal, aggiungendo che Islamabad dovrebbe invece rispondere alle “richieste di lunga data della sua popolazione nella regione”.
Una regione, per la cronaca, abitata da numerosi movimenti separatisti che chiedono l’indipendenza del Balochistan pakistano e spingono per la creazione di un fantomatico Free Balochistan, ossia uno Stato indipendente e autonomo. Il Bla ha tra l’altro diffuso dei video che mostrano combattenti donne prendere parte agli attacchi, presumibilmente nell’ambito di iniziative propagandistiche per evidenziare il ruolo femminile all’interno dell’organizzazione.
Curiosa (forse neanche troppo) la posizione degli Stati Uniti. Washington, oltre a considerare il Bla un’organizzazione terroristica straniera, ha espresso solidarietà al Pakistan. Il vice capo missione statunitense a Islamabad, Natalie Baker, ha definito gli attacchi in Balochistan come degli atti di violenza terroristica.


