Abdullah Qardash, il “professore” candidato alla successione per la guida di quello che resta dello Stato Islamico, l’Isis, è stato catturato poche ore fa in Iraq. La notizia è stata riportata dal media degli Emirati Arabi Uniti al-Arabiya che riporta uno stringato comunicato ufficiale dei servizi segreti iracheni: “Oggi, il terrorista chiamato Abdulnasser al-Qardash, candidato a succedere al criminale al-Baghdadi, è stato arrestato. L’arresto è giunto dopo un accurato lavoro di intelligence”.

Qardash, soprannominato “il professore” per via dei suoi studi in in diritto islamico e storia, era stato commissario religioso e giudice della shaaria (la legge islamica) per Al Qaeda, prima di giurare fedeltà all’Is. Anche noto col nome di battaglia di Hajji Abdullah al-Afari e di Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi, il “professore” è passato dalle prigioni americane in Iraq: Qardash infatti è stato “ospite” di Camp Bucca, la ex prigione americana sita nei pressi di Umm Qasr nel 2003, ovvero agli inizi del secondo conflitto iracheno.

Dopo l’eliminazione di al-Baghdadi, il “califfo del terrore” di Daesh, avvenuta lo scorso ottobre a seguto di un raid Usa in Siria, il suo nome ha cominciato a circolare negli ambienti dell’intelligence occidentale come possibile guida dell’Is, anche se non c’è mai stata una effettiva conferma di questa possibilità.

Qardash è, o per meglio dire era, considerato il più influente ideologo all’interno di quel che resta del Califfato Islamico: nato in Iraq, nella cittadina di Tal Afar, a circa 80 chilometri da Mosul, da una famiglia di origini turkmene, è uno dei pochi non arabi che ha raggiunto posti di spicco all’interno di Daesh.

La sua carriera del terrore comincia come quella di tanti altri: baathista e ufficiale dell’esercito iracheno di Saddam Hussein, con lo sfaldarsi del regime a seguito dell’invasione Usa del 2003 comincia la sua lotta armata nelle fila dell’Is, ma viene subito catturato e rinchiuso a Camp Bucca, che in quegli anni era chiamata The Academy, ovvero l’accademia del Jihad: lo stesso Abu Bakr al-Baghdadi è passato per quella prigione facendo proseliti, ed è proprio lì che i due si sono conosciuti.

Anche al netto delle speculazioni sul suo essere stato, effettivamente, a capo dell’Is in questi mesi – le varie frange dell’organizzazione sembrano non essere state concordi sulla sua nomina – l’organizzazione terrorista subisce a pochi mesi dalla morte del “califfo del terrore” un altro duro colpo.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME