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Terrorismo

Arrestato jihadista albanese già espulso nel 2016

Arrestato in Albania Bledar Ibrahimi, 28 anni, cittadino albanese, ricercato per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale. Fonti albanesi rivelavano che l’arresto è avvenuto in seguito a un mandato della Procura della Repubblica di Roma emesso a metà marzo...

Arrestato in Albania Bledar Ibrahimi, 28 anni, cittadino albanese, ricercato per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale. Fonti albanesi rivelavano che l’arresto è avvenuto in seguito a un mandato della Procura della Repubblica di Roma emesso a metà marzo del 2019; Ibrahimi è accusato di aver fatto parte di gruppi legati al terrorismo islamista in Italia ed Egitto ed è stato prelevato dalla sua abitazione di Elbasan.

Nel marzo del 2016, nella sua abitazione di Pozzo d’Adda, nell’hinterland di Milano, era stato trovato materiale jihadista e tracce di contatti con fondamentalisti islamici e Ibrahimi era stato espulso e rispedito in Albania.

Arrivato in Italia quando aveva poco più di vent’anni, il ragazzo albanese aveva abbracciato la fede islamista radicale diventando poi un sostenitore del “Califfato”, al punto da cambiare nome in “Yahya” e invocare la protezione di Allah per il califfo, Abu Bakr al-Baghdadi, indicato come “emiro dei credenti”. Ibrahimi aveva più volte inneggiato al jihad contro l’occidente e gli sciiti; questo era però soltanto l’inizio del suo percorso di islamista radicale, visto che Bledar si era anche recato in Egitto per approfondire gli “studi islamici” e per imparare la lingua araba, ma anche per fare proselitismo di stampo radicale, secondo fonti vicine ai mukhabarat egiziani.

Non a caso sua sorella Ruxhina (20) e suo marito, Icaro “Bilal” Masseroli (28), convertito all’islam e già indagato dagli inquirenti italiani, venivano entrambi espulsi dall’Egitto con l’accusa di radicalismo e banditi dal Paese per cinque anni.

Tornando a Bledar Ibrahimi, poco tempo dopo essere rientrato in Italia dall’Egitto, aveva cercato di procurarsi dall’anagrafe una nuova carta d’identità, nonostante che quella in suo possesso non fosse ancora scaduta. È curioso come la carta d’identità di Ibrahimi lo ritraesse con una lunga barba salafita mentre al suo rientro il soggetto in questione si era rasato. Gli inquirenti lo indicano inoltre come soggetto che ha mantenuto rapporti con personaggi noti del jihadismo italiano come Maria Giulia Sergio, Idris Elezi, Anas el Abboubi e Halili el-Mahdi.

L’arresto di Bledar “Yahya” Ibrahimi avviene a pochi giorni dalle espulsioni di Naser Baftija e Zejnullah Sadiki, due esponenti di spicco della comunità islamica di etnia albanese in territorio italiano; tutti episodi che mettono ancora una volta in primo piano il problema della radicalizzazione islamista di oltre-Adriatico.





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