Al Nusra cambia nome, si sgancia da al Qaeda e mostra al mondo il volto del suo leader. Ma più che una svolta moderata, il cambio di passo del gruppo jihadista rappresenta una svolta tattica per sfuggire ai raid congiunti di Russia e Stati Uniti e per essere cancellata dalla lista delle organizzazioni terroristiche.Per approfondire: Al Nusra usa armi chimiche sui curdiPer la prima volta dalla nascita del gruppo, nel 2011, il leader di al Nusra, Abu Mohammad al Jolani, si è, infatti, mostrato in un video, acquisito in esclusiva dalla tv qatariota al Jazeera. Nel filmato il leader jihadista ha confermato la notizia, diffusa poche ore prima dai vertici di al Qaeda, della volontà di al Nusra di tagliare i legami con la “casa madre”. Ed ha spiegato le ragioni della decisione. In primo luogo, quella “di ridurre le distanze tra le fazioni jihadiste in Siria”. “Rompendo il nostro legame puntiamo a proteggere la rivoluzione siriana”, ha quindi spiegato al Jolani, ringraziando i capi dell’organizzazione jihadista per “aver compreso il bisogno di tagliare i rapporti”. Al Jolani, ha poi annunciato il nome della nuova formazione. Al Nusra non esisterà più. Al suo posto nascerà Jabath Fatah al Sham, il Fronte per la conquista del Levante, che, secondo il leader jihadista, “non avrà legami con nessuna parte straniera”.Ma, se qualcuno avesse interpretato il gesto come una svolta moderata del gruppo, a togliere ogni dubbio sul fatto che si tratti di una mossa tattica imposta dagli sviluppi della situazione militare sul terreno, ci pensa proprio il leader di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, che attraverso un messaggio audio di sei minuti, si è rivolto ai jihadisti siriani ed iracheni, annunciando che l’organizzazione avrebbe concesso “libertà di azione” al gruppo jihadista che combatte contro Assad in Siria. “Si possono sacrificare senza esitazione i legami organizzativi e di parte se sono in contraddizione con l’unità dei gruppi e non permettono di lavorare come un unico organismo”, ha affermato lo stesso al Zawahiri. “L’unione tra le vostre fila prevale su tutto, anche sull’appartenenza all’organizzazione madre”, spiega quindi il numero uno di al Qaeda, affermando che “la fratellanza dell’Islam in mezzo a noi è più forte di qualsiasi affiliazione organizzativa”.Per approfondire: La Russia ha un problema. E non è IsisAl Qaeda e al Nusra, quindi, rompono i loro legami per convenienza. In più, spiega un analista militare citato da Analisi Difesa, da tempo una separazione dei due gruppi viene invocata dagli altri gruppi ribelli che combattono assieme al gruppo jihadista, i quali, condividendo parte delle linee di posizione con al Nusra, spesso sono oggetto dei bombardamenti russi. Al Nusra, infatti, la più potente delle fazioni “ribelli” che combattono contro Assad, è inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche da Russia, Onu e Stati Uniti. Per questo, al pari dello Stato Islamico, non rientra nel cessate il fuoco, che si applica ai cosiddetti “ribelli moderati”. Nelle scorse settimane, inoltre, Russia e Stati Uniti avevano raggiunto un’intesa per coordinare le proprie forze proprio contro il gruppo terroristico.Il gruppo jihadista, assediato dagli uomini di Assad ad Aleppo, dove, con il supporto dei raid russi, l’esercito siriano è in procinto di riprendere il controllo della capitale economica del Paese, è ormai con le spalle al muro. E la rottura con al Qaeda, in questa situazione, rappresenta un’operazione per salvarsi in extremis dai bombardamenti russo-americani e per riallinearsi alle fazioni ribelli che “piacciono all’Occidente” e agli Stati Uniti. La Casa Bianca, però, è stata categorica. La valutazione americana su al Nusra “non cambia, nonostante la rottura con al Qaeda”, ha fatto sapere il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, che durante il briefing quotidiano di giovedì ha aggiunto che “la crescente capacità del fronte al Nusra per le operazioni esterne che potrebbero minacciare sia gli Stati Uniti sia l’Europa”, “continua a generare preoccupazione”.Per approfondire: Gli Usa alleati con Al Nusra contro Assad Dello stesso parere, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.  Per Bahram Qassemi, il fatto che al Nusra abbia cambiato nome “è solo un modo per giocare con le parole”. Questo non cambia la “natura terroristica dell’organizzazione jihadista attiva in Siria”, il cui vero obiettivo secondo Qassemi, citato dall’agenzia iraniana Irna, “è quello di ottenere la cancellazione dalla lista delle organizzazioni terroristiche”.Anche per il vescovo caldeo di Aleppo, il gesuita Antoine Audo, la scelta della fazione jihadista Jabhat al-Nusra “rappresenta una pura mossa tattica per accreditare il simulacro di una fantomatica ribellione islamista moderata che sarebbe presente nel ventaglio di forze impegnate nella guerra contro Assad”. “Una entità che”, secondo il vescovo, al contrario, “in realtà non esiste”. Per questo la mossa di al Nusra, ha dichiarato monsignor Audo all’agenzia Fides, “non cambia assolutamente nulla sul piano della realtà”. Anche per il monsignore quindi, si tratta di “un gioco ingannevole, per provare a presentarsi come rappresentanti di quella immaginaria opposizione moderata siriana di cui sembrano avere bisogno certi poteri per continuare a perseguire i propri disegni sulla Siria”.