Isis conquista la roccaforte di Bin Laden

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Tora Bora, il complesso di cunicoli, grotte e caverne situato nelle Montagne Bianche dell’Afghanistan orientale e bombardato nel 2001 dall’esercito americano perché considerato il nascondiglio di Osama Bin Laden, è finito nelle mani dei jihadisti dell’Isis.L’assalto a Tora BoraI miliziani del Califfato hanno assaltato Tora Bora con circa mille uomini e sono riusciti a conquistarla dopo una settimana di violenti scontri. Lo testimoniano le famiglie della zona, che mercoledì sono fuggite abbandonando le proprie case. Il portavoce locale dei Talebani ha negato che la leggendaria roccaforte sia finita sotto il controllo degli uomini del Califfato. “I combattimenti sono ancora in corso nella zona tra l’Isis e i nostri mujahedeen”, ha comunicato al New York Times, con un messaggio su Viber, Zabihullah Mujahid. Ma gli abitanti dei villaggi e la Polizia locale afghana (Alp) hanno confermato che i Talebani sono fuggiti nella notte tra martedì e mercoledì lasciando campo libero ai jihadisti, che hanno conquistato anche una cava di marmo e un deposito di carburante. Sebbene una reazione ufficiale delle autorità di Kabul sull’accaduto non sia ancora arrivata, a confermare la conquista del sito al quotidiano statunitense è stato anche il parlamentare afgano, Hazrat Ali, ex signore della guerra locale, che nel 2001 aiutò le forze americane nella battaglia di Tora Bora e che al contempo è accusato di aver favorito in quell’occasione la fuga di Bin Laden.Una vittoria strategicaSi tratta di una conquista, come hanno confermato al New York Times alti funzionari afghani, leader tribali e residenti della zona, di enorme valore simbolico e strategico. Simbolico, perché da qui, nel dicembre del 2001, Bin Laden riuscì a fuggire senza essere catturato e ucciso dalle forze speciali statunitensi. Strategico, perché in questo complesso di grotte a più piani, un tempo roccaforte del numero uno di Al Qaeda, l’Isis potrà istallare un quartier generale facilmente difendibile da usare come base per estendere la propria offensiva a molte zone della provincia afghana di Nangarhar, lungo il confine con il Pakistan. Secondo Hazrat Ali, il controllo di quest’area da parte dell’Isis rappresenta, infatti, una minaccia per tutta la regione. Ali, che ha detto al New York Times di aver informato più di una volta il governo afghano su quello che stava accadendo senza essere preso sul serio, ha spiegato che l’offensiva su Tora Bora sarebbe stata decisa dagli uomini del Califfato dopo che l’esercito statunitense ha colpito, lo scorso aprile, con la “madre di tutte le bombe” (Moab), una rete di tunnel utilizzata dai jihadisti nel distretto di Achin.Proseguono i combattimenti nel distretto di AchinDa marzo l’esercito afghano e le forze speciali americane combattono l’Isis nel distretto di Achin, nella provincia di Nangarhar, dove, a loro volta, gli uomini del Califfato islamico si fronteggiano con i Talebani. Ora che lo Stato Islamico sembra aver preso il controllo di Tora Bora, l’esercito afghano, secondo fonti locali, si prepara a lanciare una nuova offensiva contro i jihadisti, mentre Washington, dopo la decisione del presidente americano Donald Trump, di autorizzare il Pentagono a fissare autonomamente il livello di presenza militare statunitense nel Paese, potrebbe essere pronta ad inviare nuovi stivali sul terreno in  Afghanistan. Ma gli abitanti della zona lanciano l’allarme e avvertono che, ora che dispongono anche delle risorse per finanziarsi, sarà difficile cacciare i jihadisti dell’Isis dalla loro nuova roccaforte.