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È dura la vita di chi ambisce a diventare un’alternativa di Tesla e un concorrente di Byd. Soprattutto se l’azienda in questione è cinese, e cioè è costretta a muoversi all’interno del mercato automobilistico più grande del mondo ma anche quello più saturo e denso di concorrenza. Figuriamoci però se questo può spaventare uno come William Li, Ceo e fondatore di Nio, una start up cinese diventata in poco più di un decennio una grande azienda internazionale all’avanguardia nello sviluppo di auto elettriche.

Li, fatte le dovute proporzioni, è una specie di Elon Musk cinese. Punta molto sull’hype e, come l’imprenditore statunitense, è bizzarro quanto basta per attirare su di sé i riflettori. Nel dicembre 2023, per esempio, Mr. Li ha viaggiato per 14 ore, da Shanghai a Xiamen, nel cuore della Cina, guidando una Nio ET7, l’auto elettrica di lusso realizzata dalla sua azienda, equipaggiata con una batteria a lunga durata da 150 kWh.

L’obiettivo? Realizzare 1.044 chilometri senza mai fermarsi per ricaricare e sponsorizzare così la resistenza delle auto di Nio. Com’è andata? Potete vederlo voi stessi perché Li ha trasmesso l’intero viaggio in streaming sui social. La Nio ET7 era arrivata a destinazione con il 3% di carica residua.

Le montagne russe di Nio

Nio ha un potenziale enorme. Lo ha già dimostrato poco dopo esser stata ideata da Li, convertitosi al business dei veicoli elettrici (Ev) in quanto preoccupato per l’enorme inquinamento che in quel periodo affliggeva le città cinesi. Non è un caso che in lingua cinese Nio diventi wei lai, traducibile in italiano più o meno come “cielo blu in arrivo”.

Dietro i sogni ambientali di Li c’erano tuttavia ingenti quantità di denari e l’ambizione di rivoluzionare il settore dell’automotive spinto dall’onda lunga dell’ascesa green della Cina. Nio è stata finanziata, non a caso, da sussidi governativi e finanziamenti privati, tra gli altri, di Tencent, Lenovo e Baidu, alcuni dei colossi più importanti del sistema economico del Dragone.

Nel 2018 l’azienda viene addirittura quotata alla Borsa di New York. Sembra l’inizio di una crescita senza precedenti ma dietro le attese, dietro le celebrazioni dei media d’oltre Muraglia – che la definivano “l’assassina di Tesla in Cina” – è emersa la dura realtà.

Tra il 2017 e il 2019 Nio ha bruciato quasi 3,7 miliardi di dollari vendendo meno di 32mila auto. Le sue azioni, che valevano una decina di dollari al momento della quotazione, nel 2019 sono crollate a 1,39 dollari. Gli investitori stavano fuggendo e per la creatura di Li sembrava non potesse esserci nulla da fare se non alzare bandiera bianca.

La rinascita e la riorganizzazione

Nio era ad un passo dalla bancarotta. E se questo non è accaduto il merito deve andare al Governo di Hefei, una città a circa 480 chilometri a Ovest di Shanghai, nella provincia natale di Li, l’Anhui, che si è affermata come centro di produzione di veicoli elettrici. L’azienda avrebbe concordato un pacchetto di finanziamento da 683 milioni di dollari con le autorità locali. L’azienda ha poi ricevuto oltre 2 miliardi di dollari da un fondo di investimento di Abu Dhabi, Cyvn Holdings, soldi che hanno ridato ossigeno al progetto.

Dopo esser finita sull’orlo del baratro Nio ha puntato su batterie resistenti, sviluppo di guida autonoma e pianificato l’ingresso in nuovi mercati, Europa compresa (la si trova in Germania, Norvegia e Paesi Bassi). Nio ha registrato una crescita del 30-40% dal 2021 al 2023 prefissandosi il traguardo di raddoppiarle entro la fine del 2025. Ha quindi lanciato i sottomarchi Onvo e Firefly per rivolgersi rispettivamente al mercato di massa e a quello delle auto elettriche di piccole dimensioni.

Ma qual è la particolarità di questa azienda? Nio non si limita alle ricariche normali, come quelle tradizionali tramite colonnine; offre ai suoi clienti un sistema innovativo che la distingue dalle altre case automobilistiche: il sistema di sostituzione della batteria.

Come funziona? Invece di ricaricare la batteria tramite colonnine, gli utenti possono usare una rete di stazioni di sostituzione delle batterie (Battery Swap stations), e sostituire la batteria scarica con una completamente carica in circa 3-5 minuti. Qualcosa inizia a muoversi. Nio ha registrato consegne di 23.900 veicoli ad aprile, con un aumento del 53% su base annua e del 58,9% rispetto a marzo.

L’auto elettrica, con tutte le ricadute tecnologiche che comporta, sta trovando uno sviluppo straordinario in Cina, dove matura una crescente e inarrestabile rivoluzione dei trasporti. InsideOver può portarti dietro le quinte del miracolo automobilistico cinese e asiatico. Segui InsideOver, unisciti a noi, abbonati oggi!

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