(Barcellona) Nei padiglioni della Fiera, situati nella città-satellite di L’Hospitalet de Llobergat, si respira una voglia di ripartenza e molta curiosità. Va in scena dal 28 giugno al 1 luglio il Mobile World Congress, uno dei più importanti eventi internazionali dedicati alla tecnologia, mai quanto in questo complesso 2021 in scena mentre il mondo si interroga su quali saranno i trend e le rotte che decideranno, in futuro, le dinamiche del mondo post-Covid.

Papa Francesco nei mesi scorsi ha sottolineato che l’era della pandemia non è stata tanto un’epoca di cambiamento, quanto piuttosto un cambiamento d’epoca. Il Covid-19, virus acceleratore per eccellenza, ha prodotto un forte e deciso rafforzamento del ruolo giocato dalle tecnologie di frontiera nelle nostre vite. Per lo smart working, per la necessità di essere sempre connessi ai flussi di notizie sulla pandemia e sul contesto internazionale, ma anche per la crescente consapevolezza che molte delle dinamiche che plasmeranno il mondo di domani passeranno per la governance dei dati, per l’inserimento delle nuove tecnologie nei tessuti produttivi e sociali.

Dopo la cancellazione dell’edizione 2020 il Mwc riparte con un banco di prova di un evento a ranghi più ridotti rispetto al passato ma non meno significativo per i temi trattati, per le tempistiche in cui la rassegna si svolge e, soprattutto, per il messaggio di ripartenza lanciato anche grazie al tema scelto per identificarlo: Connected Impact. Un nome che richiama alla pervasività delle tecnologie e alla necessità di capire l’impatto che la profonda interconnessione tra reti e sistemi avrà in futuro, anche guardando oltre la pandemia.

Mwc copre l’intera filiera dell’innovazione tecnologica: forte è l’attenzione data, in questo contesto, ai progetti di start-up innovative attive nella robotica, nella cybersecurity, nel cloud computing e “incubate” in Catalogna, nel resto della Spagna e nei principali Paesi europei. Ma importante è anche il presidio offerto all’evento da diversi grandi gruppi e da varie delegazioni nazionali.

Un protagonista assoluto domina la discussione del Mwc: il 5G, la tecnologia “abilitante” per eccellenza dell’attuale rivoluzione tecnologica. L’acceleratore della crescita sistemica delle connessioni, della pervasività delle reti, dello sviluppo dei principali algoritmi di intelligenza artificiale e dei processi di internet delle cose che stanno plasmando un nuovo approccio alla produzione industriale, ai servizi, alla vita di tutti i giorni. Perfino alla salute, come dimostrato dal progetto italiano YouCare che si avvale del sostegno del colosso cinese Zte. Il progetto della maglietta “predittiva” è un esempio delle novità che sono andate in scena al Mwc e che riguardano il rapporto futuro tra la tecnologia e l’uomo. “Siamo convinti che il 5G vada umanizzato e che il progetto della maglietta YouCare ne sia l’assoluto esempio”, afferma a Inside Over Alessio De Sio, Chief Institutional and Communication Officer di Zte. “Serve creare una sinergia tra l’alta tecnologia e l’artigianalità italiana”.

Centralità delle reti, necessità securitarie, cambiamenti sistemici, aumento della pervasività di ogni user experience negli ecosistemi reali e virtuali: il 5G, che secondo il Global Mobile Economy Report 2021 toccherà entro il 2025 oltre il 40% della popolazione umana, è una rivoluzione in corso d’opera. Il Mwc è l’occasione per una commistione tra saperi e innovazioni di diverso tenore, capace di andare oltre una narrazione semplicistica e spesso riduttiva sulla tecnologia, che parlando di massimi sistemi dimentica la concretezza e la necessità di piccoli passi graduali per seminare l’innovazione nelle nostre quotidianità. Producendo valore condiviso e una crescita sostenibile dell’economia, delle opportunità di formazione e lavoro, della sicurezza dei cittadini. In poche parole, della qualità della vita nel suo complesso.

Al Mwc, dunque, quella che si respira è una positiva curiosità per il futuro. Velata di sostanziale ottimismo: non a caso l’inaugurazione dell’iniziativa è stata l’occasione per il primo incontro che ha visto la presenza in contemporanea del re Felipe VI, del premier Pedro Sánchez e del presidente regionale della Catalogna, Pere Aragonès, dopo l’indulto concesso da Madrid agli indipendentisti per i fatti della tentata secessione del 2017. A suo modo, un’ulteriore dimostrazione della volontà di rendere questo evento l’occasione per un cambio di passo. E lanciare un messaggio positivo anche al Paese ospitante, la Spagna, mai quanto in questi anni bisognosa di fiducia e coesione.

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