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Mistral è partita, ma non è ancora detto che possa decollare con forza. La start-up francese che prende il nome del vento che soffia da Nord-Ovest sulle coste bretoni e normanne e che, metaforicamente, deve reagire alle pressioni tecnologiche provenienti da oltre Atlantico (leggi: ChatGpt) ha rilasciato Le Chat, il primo modello di intelligenza artificiale generativa europeo. “Il gatto”, letteralmente, in francese, il nome della piattaforma. Chiara l’assonanza a ChatGpt di Sam Altman a cui la start-up guidata dal 32enne Arthur Mensch intende, potenzialmente, fare concorrenza.

Macron esulta: “Vive Le Chat”

Da un paio di giorni è disponibile sugli store Android e iOS l’applicazione di Le Chat, per ora come assistente virtuale e intelligenza artificiale conversazionale destinata agli utenti. Emmanuel Macron ha esultato promuovendo l’attività della start-up decollata come avanguardia dell’Ia europea sul suo profilo X.

Siamo, ovviamente, agli inizi. Ma non ci sfugge il fatto che Mensch abbia spinto sull’acceleratore per popolarizzare i ritrovati di Mistral, oggi valutata 6 miliardi euro, dopo che negli Usa Altman ha presenziato alla Casa Bianca al varo da parte del presidente Donald Trump del progetto Stargate sull’Ia assieme a Masayoshi Son (Soft Bank) e Larry Ellison (Oracle) e, soprattutto, dalla Cina è arrivata la buriana DeepSeek. L’ascesa della start-up cinese che ha terremotato tanto il mercato del software quanto quello dell’hardware, mettendo in discussione la necessità di investimenti tanto ingenti come quelle programmati negli Stati Uniti.

La partita di Mistral

La sfida di Mistral è triplice: porre l’attenzione sull’esistenza di un attore europeo per catalizzare investimenti e economie di scala; provare a giocare la partita di un’Ia generativa che, sul campo, provi a applicare e testare le limitazioni dell’AI Act europeo e delle sue prescrizioni; inseguire sul suo terreno DeepSeek e inserirsi in un trend di apertura del mercato delle intelligenze artificiali. Mensch, che pochi mesi fa ha raccolto oltre 500 milioni di euro in un nuovo round di finanziamento, è del resto pragmatico: a maggio 2024 Mistral ha siglato una partnership nientemeno che con Microsoft, primo azionista di OpenAI di Altman, ricevendo 15 milioni di euro di finanziamenti per i suoi progetti.

Arthur Mensch

Analogamente con quanto succede con progetti come il cloud europeo (Gaia-X), la potenza di calcolo, i dati e le capacità di scalare gli investimenti delle Big Tech americane sono per ora impareggiabili sul suolo europeo. E del resto, di fronte ai 100 miliardi di dollari di investimento capaci di abilitarne complessivamente 500 entro fine decennio negli Usa per Stargate sembra ridotto l’investimento di soli 56 milioni di euro promosso dalla Commissione Europea per le tecnologie dirompenti. Aziende come Mistral troveranno i mercati per applicare le tecnologie dell’Ia generativa all’economia, ai servizi, all’industria, all’aumento della produttività e della crescita europea? La Francia saprà garantire, forte della sua tecnologia nucleare, l’energia per espandere la potenza di calcolo del gruppo? E, se la crescita del gruppo di Mensch continuerà, sarà prima europea o prima francese?

Afp e Stellantis, i primi accordi di Mistral

La risposta a queste domande è dubbia, tranne che per l’ultima, facilmente intuibile. Certamente, Le Chat potrà sfidare ChatGpt ma difficilmente sarà in grado di eguagliarla, almeno nel breve periodo. All’imminente summit sull’Ia che Parigi ospiterà lunedì e martedì, in ogni caso, la start-up transalpina farà parlare di sé, e questo è un risultato.

Nel breve periodo, l’azienda si sta connotando con accordi di sistema per provare a capire le applicazioni della tecnologia: dopo un accordo con l’Agencé France-Press per alimentare i suoi database la prima partnership industriale di un certo peso è stata lanciata con Stellantis, che ha annunciato di voler rafforzare la partnership col gruppo di Mensch per portare nelle vetture dell’erede di Fca e Psa l’Ia generativa e l’analisi dati predittiva di Mistral. John Elkann, temporaneamente sia presidente che Ceo di Stellantis, nella sua attività di investitore da tempo ha nel mirino l’ampliamento del ruolo dell’Ia europea e non gli è sfuggita l’opportunità offerta da Mistral. Ma le logiche in cui Stellantis è inserita sono quelle del capitalismo finanziario a trazione statunitense, e parlare di autarchia europea è remoto. E difficilmente sarà concreto farlo in futuro.

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