Nei cieli del Nevada, uno degli spazi aerei più sorvegliati e allo stesso tempo “osservati” del pianeta, qualcosa di insolito è tornato a farsi vedere. Attirando la curiosità degli amanti di fenomeni inspiegabili ma, specialmente, quella degli appassionati di aviazione che oramai sanno come distinguere un potenziale UFO da un velivolo di nuova generazione, magari a pilotaggio remoto, dunque privo di un equipaggio umano. È proprio il caso del velivolo dalla forma nettamente triangolare che è stato immortalato in un’immagine termica notturna nei pressi di Groom Lake, dove sorge la famosa Area 51, e secondo gli analisti, è frutto di un programma avanzato che ormai non deve più badare agli stretti vincoli di segretezza del passato.
La documentazione diffusa da Anders Otteson, noto come Uncanny Expeditions, e analizzata da The Avionist in un articolo firmato da David Cenciotti, ci mostra ancora una volta un velivolo a cui gli esperti iniziano a riferirsi con il nome di “Dorito”.
Come spiega Cenciotti, Uncanny Expeditions non è un curioso occasionale. Otteson da anni si accampa lungo le strade che costeggiano l’Area 51 con l’obiettivo di documentare attività di volo raramente osservabili dal pubblico, utilizzando termocamere, sensori ottici e scanner radio, impiegati in un esercizio paziente e metodico di osservazione che nel tempo ha prodotto materiale di notevole interesse. Avrebbe inoltre stretto un “contatto” con personale militare che opera all’interno della base
Un bombardiere strategico B-2 e la “Dorito”
La notte del 14 gennaio 2026, il monitoraggio dell’attività aerea lungo la Groom Lake Road aveva appena rilevato il passaggio di un bombardiere stealth B-2 Spirit, quando le termocamere iniziarono a rivelare un secondo velivolo triangolare: il “Dorito“. Un avvistamento particolarmente interessante, secondo gli esperti, dato che la sagoma triangolare del misterioso velivolo osservato nei cieli dell’Area 51 ricorda quella di un velivolo osservato 12 anni fa – e mai identificato – nei cieli di Wichita, Kansas. Il velivolo, un grande aereo scuro a pianta triangolare, privo di corrispondenze con qualsiasi piattaforma operativa conosciuta all’epoca.
L’avvistamento del primo “Dorito” – da non confondere con l’A-12 Avenger II anche detto “Flying Dorito” cancellato nel 1991 – avvenne in un periodo di rinnovate tensioni strategiche con la Federazione Russa e rimase senza spiegazioni ufficiali. Quella dello scorso gennaio, avvenuta in un momento che non è certo scevro di tensioni strategiche e internazionali, è stata accompagnata da quella che è stata definita come “un’insolita densità di parole in codice“, considerato “un linguaggio non raro nelle operazioni militari, ma qui utilizzato con una frequenza e una varietà tali da suggerire uno scenario più complesso di una normale missione di addestramento“.
Stando alla ricostruzione di The Avionist, i nominativi e le comunicazioni indicavano il coinvolgimento di assetti di supporto, mentre il velivolo triangolare non sembrava partecipare attivamente agli scambi radio, coerentemente con l’ipotesi che questa nuova piattaforma – probabilmente un drone di nuova generazione – sia ancora classificata e operi tramite canali sicuri ma non tema di mostrarsi in uno dei cieli più osservati da osservatori curiosi di carpire i segreti di Groom Lake e dei suoi hangar, che da sempre celano il risultato di programmi top-secret.
Un altro programma segreto
La presenza del bombardiere strategico B-2 potrebbe essere associato alla necessità di avere un riferimento per valutare le capacità di una nuova piattaforma a bassa osservabilità. Ma si tratta solo di ipotesi. Come sono ipotesi quelle che tendono ad associare il Dorito, il misterioso velivolo di forma triangolare, a un nuovo tipo di drone. Se ulteriori osservazioni e monitoraggi riusciranno a far coincidere con le due immagini catturate nel 2014 e del 2026, si otterrà una solida prova riguardo un programma segreto rimasto “operativo” per oltre un decennio senza mai essere riconosciuto pubblicamente. Una dinamica tutt’altro che inedita nella storia dell’aviazione militare statunitense, dove alcune piattaforme hanno volato nell’ombra per anni prima di essere svelate al mondo, alimentando fin troppo spesso teorie del complotto associate a degli Unidentified Flying Object provenienti da altre realtà.
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