Il nome più caldo? Quello di Pony.ai, che ha tra l’altro annunciato di aver ottenuto l’autorizzazione a effettuare prove autostradali interprovinciali con convogli di camion senza pilota. Una prima risposta alla mossa cinese – se così vogliamo definirla – è arrivata dal Giappone, dove le divisioni camion della locale Toyota e della tedesca Daimler hanno concordato di fondersi per formare “una nuova, forte potenza giapponese nel settore dei camion” che collaborerà nello sviluppo, nell’approvvigionamento e nella produzione dei veicoli.
L’era dei camion intelligenti
Nella nuova era della mobilità ci sarà sempre più spazio per i camion. Dovranno essere intelligenti, quindi gestiti dall’intelligenza artificiale, economici da utilizzare e non inquinanti. Scordatevi fumi neri, sorpassi azzardati e velocità folli raggiunte da autisti incoscienti: l’obiettivo cinese, tornando a Pechino, consiste nell’implementare tir in grado di trasportare merci tra le grandi città del Paese in maniera sempre più efficiente.
I primi veicoli di Pony.ai si sono spostati tra la capitale cinese e Tianjin e hanno completato la loro missione. Certo, c’è ancora un autista di sicurezza seduto al posto di guida, come da normative governative, ma questi camion non ne hanno bisogno e molti analisti affermano che non ci vorrà molto prima gli esseri umani spariscano dai loro abitacoli…
Tir senza pilota
Ma come funzionano i tir intelligenti? Nelle fasi iniziali del viaggio l’autista ha il pieno controllo del mezzo. Poi, a un certo punto, vengono premuti alcuni tasti e il camion inizia a guidarsi da solo. Merito del binomio intelligenza artificiale (Ia) + sensori avanzati. Mentre questi ultimi consentono al veicolo di “vedere” e comprendere l’ambiente circostante, individuare ostacoli e misurare le distanze, l’Ia elabora i dati raccolti dai sensori per prendere decisioni in tempo reale.
Secondo un rapporto del think tank EqualOcean nel 2030 il numero di camion pesanti nel sistema logistico cinese raggiungerà le 6,27 milioni di unità, con un fatturato derivante dai tir autonomi che raggiungerà gli 853,9 miliardi di yuan (118,3 miliardi di dollari). McKinsey & Company prevede invece che il mercato globale dei camion pesanti a guida autonoma raggiungerà il valore di 616 miliardi di dollari entro il 2035.
Cina in prima fila
“In futuro, con i sistemi di guida senza conducente, l’efficienza dei nostri trasporti migliorerà sicuramente notevolmente. Ad esempio, i costi di manodopera saranno ridotti ma, cosa ancora più importante, potremo affrontare meglio gli ambienti difficili e le lunghe ore di guida”, ha spiegato il vicepresidente di Pony.ai Li Hengyu.
Tutto questo, ha sottolineato la Bbc, si traduce in risparmio di denaro. E la possibile perdita di milioni di posti di lavoro? Nessuno ci pensa per adesso. Il focus, semmai, è orientato su come sciogliere alcuni nodi tecnologici. In particolare, ai tir servono sensori migliori per monitorare la strada, e anche le strade più difficili potrebbero richiedere l’installazione di sensori aggiuntivi lungo il percorso.
Gli ingegneri stanno poi cercando di capire la tenuta dei mezzi in caso di guasti, condizioni meteorologiche estreme o pericoli improvvisi che dovessero emergere in mezzo ad un traffico molto intenso. La Cina procede effettuando passi da gigante ma lo fa con estrema cautela.