Google, in corsa per giocare un ruolo da protagonista nella corsa dell’intelligenza artificiale, non cessa di proiettarsi come grande colosso tecnologico e studia un grande sistema di cavi sottomarini e data center avente al centro un piccolo isolotto dell’Asia Meridionale, Christmas Island.
Christmas Island al centro della geopolitica
Vasta sola 135 km quadrati, appartenente politicamente all’Australia e posta però nell’Oceano Indiano, a 1.500 km dal Nuovissimo Continente e a 350 km da Giava e Sumatra, isole dell’Indonesia, questa piccola isola, ricca di fosfati, è nota soprattutto per la migrazione annuale del granchio rosso (Gecarcoidea natalis), che ogni anno a novembre vede circa 100 milioni di esemplari muoversi dalle foreste piovose dell’isola verso le spiagge e il mare per accoppiarsi e deporre le uova. Un autentico capolavoro della natura, che presto potrebbe avvenire al cospetto di un’importante infrastruttura del gruppo di Mountain View.
Reuters parla di un data center per l’IA in un’area strategica per il confronto geopolitico tra il campo occidentale e la Cina, ma esponenti di Google hanno dichiarato ad Ars Technica che si parla di sistemi per la trasmissione dati via cavi sottomarini. “Ciò che Google ha confermato pubblicamente è che nel novembre 2024 l’azienda ha annunciato l’iniziativa Australia Connect, che si concentra sulle infrastrutture via cavo sottomarine per migliorare la connettività digitale nella regione indo-pacifica”, scrive Ars Technica. Una grande strategia, quella di Google, che ha proprio in Christmas Island una sua architrave.
La rete globale di Google
La società capitana del gruppo Alphabet in sinergia con International Gateway Company ha annunciato che costruirà il cavo TalayLink dalla Thailandia a Christmas Island, per poi proseguire fino alla presa a terra nel Western Australia, e inoltre il progetto Dhivaru Trans-Indian Ocean passerà sempre dall’isola dei granchi per arrivare, più a Ovest, alle Maldive e in Oman. Quest’ultimo Paese è pensato come il punto di passaggio tra Penisola Arabica e Oceano Indiano del progetto Blue-Raman di cui Google è un grande investitore per un maxi-cavo tra Francia e India passante per Italia, Grecia, Israele, Giordania e Arabia Saudita
A Christmas Island passa poi l’Australia Singapore Cable (Asc), un’infrastruttura di 4.600 km in fibra ottica operativa dal 2018, che connette Australia, Indonesia, Singapore attraverso il medesimo punto: la piccola isola soggetta alla sovranità di Canberra.
Asc è operato da Vocus Communications, società di proprietà di Aware Super e del fondo Macquaire (socia nel nostro Paese di Autostrade per l’Italia), secondo operatore di telecomunicazioni in Australia. Google e Vocus coopereranno per il cavo sottomarino Bosun: Darwin-Singapore via Christmas Island. Ars Technica riferisce che “Google sta inoltre collaborando con partner come Vocus per fornire coppie di fibre ottiche terrestri che collegheranno Darwin alla Sunshine Coast, che collegheranno il cavo Bosun con il sistema di cavi sottomarini Tabua che collega gli Stati Uniti, l’Australia e le Fiji”, nel cuore del Pacifico.
Il reticolo che sembra delinearsi è quella di un’ampia serie di interconnessioni capaci di garantire flussi dati sicuri attraverso Paesi ritenuti aderenti o alleati al campo occidentale e di tagliare fuori i potenziali rivali o avversari, a partire dalla Cina, così da blindare un sistema di trasporto dell’informazione e dalla sua governance resistente a ogni potenziale infiltrazione.
A Christmas Island un nuovo ecosistema tecnologico
Se tutti i progetti prendessero piede, Google sarebbe finanziatore, investitore o partner di progetti che avrebbero una capacità globale di trasmissione dell’informazione, potenziando tanto le sue prospettive in termini di flusso dati per alimentare e gestire l’IA quanto la rilevanza geostrategica dei suoi asset. E il perno di tutto ciò sarebbe Christmas Island, isoletta la cui peculiarità ambientale è oggi sfidata dalla salienza geopolitica del suo posizionamento. Il data center progettato da Google, in quest’ottica, può divenire un’infrastruttura di rilevanza globale.
“Due fonti dell’Isola di Natale e una fonte della difesa hanno affermato che il data center avrebbe avuto un vantaggio commerciale per Google, data la sua posizione nell’Oceano Indiano, tra Africa, Asia e Australia, nonché per i suoi potenziali utilizzi nella difesa”, scrive il Guardian. Del resto, l’ex commodoro della Marina Australiana Peter Leavy nota che l’isola “è posizionata in modo ottimale per monitorare almeno ciò che accade nello Stretto della Sonda, nello Stretto di Lombok e nello Stretto di Malacca”.
Non saranno più solo i granchi a rendere interessante l’isola scoperta da un vascello della Compagnia britannica delle Indie Orientali il 25 dicembre 1643 e che dal Natale prende il nome. Nella geopolitica delle periferie al centro, anche Christmas Island diventa un punto caldo all’intersezione tra tecnologia, geopolitica e decoupling tra campi rivali.
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