La guerra dei chip tra Stati Uniti e Cina è ufficialmente entrata nel cuore dell’Europa. A partire dal prossimo settembre, il governo olandese ha deciso di imporre misure di controllo sulle esportazioni dei dispositivi avanzati per la produzione di microchip verso la Cina “per motivi di sicurezza nazionale”.

Lo scorso gennaio L’Aia aveva aderito ad un accordo con Tokyo e Washington, volto proprio a limitare l’export di apparecchiature avanzate e componenti high-tech oltre la Muraglia. Adesso l’Olanda – sede di Asml, il produttore di stampi per chip più prezioso al mondo – ha definitivamente seguito Giappone e Usa svelando i dettagli delle nuove regole di controllo delle esportazioni delle proprie tecnologie più sensibili.

Regole, va da sé, che potrebbero infliggere un ulteriore colpo al settore cinese dei semiconduttori. Il regolamento, che il governo olandese ha annunciato per la prima volta che avrebbe introdotto l’8 marzo, impedirebbe ad Asml di esportare i suoi strumenti avanzati di produzione di chip senza licenze.

La mossa dell’Olanda

“Abbiamo compiuto questo passo nell’interesse della nostra sicurezza nazionale”, ha affermato il ministro del Commercio olandese, Liesje Schreinemacher, aggiungendo che le suddette apparecchiature potrebbero avere applicazioni militari. Schreinemacher ha affermato che la misura avrebbe coinvolto un numero “molto limitato” di aziende e prodotti, mentre la Cina non è stata nominata.

L’ambasciata cinese nei Paesi Bassi ha tuttavia descritto questa mossa come un “abuso delle misure di controllo delle esportazioni” che violano le regole commerciali. “Chiediamo alla parte olandese di tenere presente il più ampio interesse di salvaguardare le regole del commercio internazionale e la cooperazione economica e commerciale bilaterale e di correggere immediatamente i suoi errori – si legge in una nota della stessa ambasciata -. La Cina tutelerà con decisione i suoi legittimi diritti e interessi. Nel frattempo, siamo anche pronti a collaborare per affrontare la questione in base al principio del reciproco vantaggio”.

Asml, come detto, è il più grande fornitore al mondo di macchine utilizzate nella litografia, un processo fondamentale nella produzione di chip, coincidente con la stampa di determinati progetti su appositi wafer. Termini e procedimenti tecnici, insomma, per sottolineare che queste macchine sono fondamentali per realizzare gran parte di apparecchiature tecnologiche, dai processori ai chip di memoria.

I controlli olandesi sulle esportazioni entreranno in vigore a partire dal primo settembre, dopo le regole del Giappone, che entreranno in vigore alla fine di luglio, mentre quelle Usa sono già in vigore.

Prende forma l’asse dei chip

Asml produce macchinari per la produzione di semiconduttori, e in particolare le macchine Deep Ultraviolet (Duv), tecnologia utilizzata per stampare circuiti miniaturizzati sui microprocessori, in cui l’azienda è specializzata. La società produce anche macchine Extreme Ultraviolet (Euv) per la produzione di chip elettronici ancora più sofisticati, già comparse in un accordo multilaterale firmato da una quarantina di Paesi, tra cui Usa e Paesi Bassi, che regola il controllo delle esportazioni di tecnologie a doppio uso civile-militare.

Insomma, Giappone e Olanda si uniranno molto presto agli Stati Uniti nel limitare le esportazioni di apparecchiature per la produzione di semiconduttori verso la Cina. Nello specifico, L’Aia limiterà Asml nella vendita di macchine utilizzate per produrre alcuni tipi di chip avanzati, mentre il Giappone farà altrettanto con Nikon Corp. Basterà adottare questa specie di embargo tecnologico mascherato, avanzato da Europa e Usa, per interrompere le ambizioni del Dragone?

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