In Corea del Nord i pagamenti elettronici stanno guadagnando sempre più popolarità grazie alla diffusione degli smartphone all’interno della società e a un mercato delle app in forma smagliante.
A Pyongyang, capitale e cuore nevralgico del Paese, sono operativi diversi Electronic Wallet concorrenti, mentre continua a crescere il numero di cellulari hi-tech posseduti dalla popolazione. Secondo le ultime stime, ci sarebbero tra i 6,5 e i 7 milioni di abbonamenti alla telefonia mobile su una popolazione totale formata da circa 25,8 milioni di unità.
Ma a cosa servono queste applicazioni? Permettono ai cittadini di accedere a svariati servizi. Alcune possono essere utilizzate per acquistare e vendere valuta estera, oppure per comprare biglietti per andare al cinema, assistere a eventi sportivi, pagare i trasporti e le spese domestiche. L’aspetto più interessante è che la maggior parte di questi servizi è supportata da aziende IT nazionali, a conferma di un settore fintech emergente e in ottima salute.

I pagamenti elettronici in Corea del Nord
Il governo sta promuovendo con entusiasmo l’adozione dei servizi Fintech. La legge sui pagamenti elettronici – rivista di recente – minaccia addirittura di multare le aziende e i negozi che dovessero rifiutare di adottarli.
Ma perché Kim Jong Un è ben felice di promuovere il passaggio dalle transazioni tradizionali, e cioè effettuate attraverso i contanti, a quelle elettroniche? La Corea del Nord ha molto da guadagnare, a partire da un rafforzato controllo dell’economia e dalla possibilità di aumentare il gettito fiscale. E poi c’è il fattore comodità: proprio come molti altri consumatori del mondo, anche i cittadini nordcoreani appaiono disposti a sacrificare una parte della loro privacy in nome della comodità.
Come funzionano i sistemi di pagamento elettronico sviluppati in Corea del Nord? Sono incentrati sugli smartphone e, come in Cina e in gran parte del Sud Est Asiatico, si basano sui QR Code. E quali sono, invece, le più importanti aziende IT coinvolte nel settore? Samhung Economic IT Company, Apnal High Tech Exchange Company e Yonphung Commercial IT Company, solo per citarne alcune.

Lo sviluppo del Fintech
Come si legge nel report North Korean Phone Money: Airtime Transfers as a Precursor to Mobile Payment System, realizzato dallo United States Institute of Peace, aziende del genere gestirebbero i sistemi di pagamento in prima persona, piuttosto che produrre app per le banche.
Samhung, per esempio, include opzioni per pagare i trasporti come taxi, autobus, autostrade e metropolitana di Pyongyang, acquistare buoni per cereali, acquistare biglietti della lotteria sportiva e pagare bollette telefoniche ed elettriche. Consente anche di prenotare posti al ristorante e prenotare tour, proprio come la concorrente Manmulsang.
Ma come funziona il tutto? Semplice: gli utenti pagano gli acquisti o inviano rimesse scansionando un codice a barre 2D esposto un punto vendita o sull’app di un altro utente. Il codice a barre contiene il numero di conto del destinatario.
C’è però un’altra novità curiosa da ricordare, come ha evidenziato dal think tank NK TechLab: oltre alle app di pagamento elettronico per smartphone, a Pyongyang si stanno diffondendo alcuni sportelli bancomat. L’ATM Hwawon, uno dei più noti, funziona con carte bancarie e app per smartphone, tra cui Jonsong Card, Narae Card e il portafoglio elettronico Samhung, per consentire depositi, prelievi, trasferimenti e scambi di denaro contante tra gli utenti.
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