Che Elon Musk non perda occasione per lanciare strali contro OpenAI, l’azienda guidata da Sam Altman che lui stesso ha contribuito a fondare, è risaputo. In un recente post affidato a X, Musk ha scritto “Se Apple integra OpenAI a livello di OS allora i dispositivi di Apple saranno vietati nelle mie aziende. Questa è un’inaccettabile violazione di sicurezza”.
Ma di cosa sta parlando il patron di Tesla?
I dubbi di Elon Musk ed Edward Snowden
Recentemente Apple e OpenAI hanno stipulato un accordo che prevede l’integrazione di ChatGPT all’interno di Ios, iPadOS e macOS. Per alcuni un semplice – magari anche scontato – passo verso le vette sempre più alte dello sviluppo tecnologico, per altri, come Elon Musk, un rischio. Al di là di un’acredine personale, il suo post su X lascia intendere il timore che una partnership simile possa inficiare la riservatezza delle informazioni contenute sui dispositivi di marca Apple. Ma Elon Musk non è il solo a nutrire seri dubbi sull’operazione.
Prima di lui, un altro illustre osservatore di dinamiche economiche che possono avere risvolti nella geopolitica si è espresso in modo decisamente critico non tanto verso questa operazione, ma direttamente verso OpenAI. Parliamo di Edward Snowden, l’ex dipendente dell’NSA – la National Security Agency – divenuto celebre nel 2013 per aver diffuso ai media migliaia di documenti riservati che dimostravano come l’agenzia governativa a stelle e strisce avesse messo in piedi un colossale programma di sorveglianza di massa.
Fuggito a Mosca nel giugno del 2013, quando sul suo capo pendeva l’accusa di aver violato l’Espionage Act e di furto verso il governo, e ottenuta la cittadinanza russa nel 2022, è da lì che Snowden – sempre su X – commenta in modo tagliente una notizia altrimenti passata in sordina: la nomina di Paul Nakasone nel consiglio di amministrazione di OpenAI. Ma chi è Paul Nakasone?
Una spia nel cda
Generale dell’esercito in pensione, dal 2018 fino allo scorso febbraio è stato a capo dell’NSA, dove ha contribuito a creare e ha guidato lo United States Cyber Command. Nakasone entra nel colosso tecnologico in prima linea nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e al centro di diverse polemiche. Sono in molti – dai privati alle istituzioni – a interrogarsi sul corretto sviluppo dell’IA nei laboratori guidati da Sam Altman. Sulla raccolta dei dati per addestrare ChatGPT e sulla tutela del diritto d’autore, le risposte fornite dall’azienda a chi ne chiedeva conto non sono state chiare. “Stiamo diventando più resistenti alle minacce”, hanno commentato dall’azienda. E in effetti Nakasone porta in dote ad Altman tutto il suo percorso professionale, le sue conoscenze e le sue relazioni. Una mossa strategica che ha fatto storcere il naso a Edward Snowden.
L’avvento del Grande Fratello
Dal suo rifugio all’ombra del Cremlino, Snowden commenta così su X questa nomina: “La nomina del direttore di @NSAGov nel consiglio di amministrazione [di OpenAI] è un tradimento deliberato e calcolato dei diritti di ogni persona sulla terra“. Un post diventato presto virale, in cui l’ex CIA ed ex NSA mette in guardia i followers rispetto all’utilizzo dei prodotti OpenAI. Ora che la fusione con il mondo dello spionaggio – e in questo caso del cyberspionaggio – è completata, il più famoso whistleblower della terra teme la nascita di quello che già Orwell aveva chiamato Grande Fratello. Una nuova era in cui – grazie all’immenso potere generato dal possedere il primato tecnologico sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale – il controllo della popolazione civile sarebbe talmente pervasivo da risultare totale. Uno scenario certamente distopico, ma non necessariamente irrealistico.
Beata ignoranza
Elon Musk ed Edward Snowden. Entrambi contro OpenAI, anche se per ragioni diverse. Il primo ha da poco lanciato il suo modello di intelligenza artificiale, Grok, che dovrebbe presto approdare in Europa; il secondo da metà dell’opinione pubblica è considerato un eroe e dall’altra metà un traditore. In mezzo noi, gli utenti. Noi che non importa se OpenAI, NSA, Grok o chissà cos’altro, l’importante è navigare velocemente, sempre più velocemente. Poco importa quel che sarà della nostra privacy, c’è un mare infinito come la rete da scoprire.