Smartphone, supercar e chip: la cinese Xiaomi sogna in grande

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Conoscete la storia di Xiaomi? È nata in Cina nel 2010, fondata quasi dal nulla da Lei Jun, un imprenditore cinese che voleva creare tecnologia di qualità a prezzi accessibili. Questa anonima startup ha iniziato la sua attività producendo software per poi passare subito a realizzare smartphone economici e all’avanguardia.

In pochi anni è riuscita a vendere milioni e milioni di dispositivi, tanto in patria quanto all’estero, fino a diventare una delle prime tre aziende produttrici a livello globale insieme ai mostri sacri Samsung e Apple. Di recente Xiaomi ha deciso di sfruttare il proprio know-how per sviluppare auto elettriche. Non auto qualunque, ma veicoli low cost in grado di competere, per prestazioni e tecnologia, con le migliori supercar occidentali.

L’ultima frontiera? La progettazione di chip. Smartphone, auto, chip: la creatura di Lei si candida dunque a diventare una delle aziende più strategiche della Cina. E ci sono buone ragioni per credere che possa riuscirci.

Xiaomi pigliatutto

Sul fronte smartphone Xiaomi ha già dimostrato il suo valore. In casa occupa una quota di mercato (dati del 2024) del 15% dietro a Vivo, Huawei e Apple, mentre all’estero ha raggiunto il 13,6% dietro a Samsung e Apple.

Nel comparto auto nel 2023 ha sfornato la Xiaomi Su7, una bestia della strada elettrica di fascia alta (ne abbiamo parlato qui) progettata per competere con Tesla Model S e Porsche Taycan (a un costo molto ridotto). Il terzo settore, quello dei chip, è ancora più caldo.

Lei Jun ha infatti dichiarato che l’azienda presenterà presto un chip mobile da 3 nanometri e che investirà circa 7 miliardi di dollari nella loro progettazione nell’arco di un decennio. Non è una notizia da ignorare, visto che arriva nel momento in cui la Cina sta intensificando i suoi sforzi per raggiungere l’autosufficienza nel settore dei semiconduttori.

Un portavoce di Xiaomi ha rivelato che l’investimento di 50 miliardi di yuan, pari precisamente a 6,94 miliardi di dollari, avrà inizio nel 2025. Sono insomma giorni di fuoco per l’azienda che, oltre al lancio del chip mobile denominato Xring O1, si appresta a lanciare il suo primo Suv elettrico, lo Yu7, e il nuovo smartphone Xiaomi 15S Pro.

Un’azienda strategica

Come ha spiegato l’emittente statale cinese Cctv, Xring O1 rappresenta una svolta nella progettazione di chip made in China. Non solo perché Xiaomi dimostra di tenere il passo con i rivali internazionali ma anche perché, un jolly del genere, potrebbe consentire all’azienda di Lei di ottenere un vantaggio competitivo in patria rispetto a Huawei Technologies, che ha invece riscontrato difficoltà a sviluppare chip più avanzati a causa delle sanzioni statunitensi.

In ogni caso le azioni Xiaomi quotate a Hong Kong sono aumentate di oltre il 50% dall’inizio dell’anno. Nel primo trimestre del 2025 l’azienda ha inoltre conquistato il primo posto nel competitivo mercato cinese degli smartphone, totalizzando 13,3 milioni di spedizioni, in aumento del 40% su base annua.

E le auto? “Un anno fa, quando Xiaomi ha lanciato la Su7, molti dei nostri clienti pensavano che assomigliasse a una Porsche, avesse una tecnologia migliore di una Tesla M3 e avesse un prezzo simile a quello di una Vw iD3 usata”, hanno scritto gli analisti di Morgan Stanley. “Con il piccolo Suv Yu7 (l’azienda cinese ndr) potrebbe aver fatto di nuovo centro. (La Yu7 ndr) embra una Ferrari Purosangue o un’Aston Martin DBX, ma avrà un prezzo simile a quello di una VW o di una Model Y con specifiche ridotte”.