Li hanno soprannominati “Big Four”, i Fantastici Quattro, proprio come i famosi supereroi dell’universo Marvel. Sono le punte di diamante della nuova generazione di imprenditori cinesi dell’hi-tech, appena incaricate da Xi Jinping di rinnovare l’economia della Cina, rivitalizzarla e renderla il più possibile impermeabile ai dazi di Donald Trump.
Chi sono? Liang Wenfeng, fondatore della start-up di intelligenza artificiale (Ia) DeepSeek; Wang Xingxing, CEO di Unitree Robotics, tra i principali sviluppatori cinesi di robot quadrupedi e umanoidi; Zhang Yiming di ByteDance, famoso per aver creato applicazioni di intrattenimento e social media (come TikTok, per esempio); e Wang Tao di DJI, società leader a livello mondiale nel settore della tecnologia dei droni e delle soluzioni di imaging aereo.
Cos’hanno in comune i Fantastici Quattro cinesi? Innanzitutto, vengono continuamente elogiati dal Governo e dai media statali cinesi per il fondamentale ruolo che stanno svolgendo nel trasformare Pechino in una potenza tecnologica. Poi, condividono tutti una storia imprenditoriale simile: hanno creato dal nulla piccole start-up, poi diventate – per svariate ragioni – aziende altamente strategiche, benchmark dei settori più sensibili della Cina, nonché principali locomotive della crescita nazionale del Dragone.
I Big Four del Dragone
I Big Four cinesi stanno però facendo qualcosa in più: oltre a rendere la Cina più ricca, forte e moderna, stanno rimodellando il panorama hi-tech mondiale e aiutando il loro Paese a vincere il confronto tecnologico con gli Stati Uniti. Del resto, Xi ha dichiarato che l’innovazione del Paese richiede il “contributo delle giovani generazioni”.
C’è infatti una differenza fondamentale tra la vecchia generazione di imprenditori tecnologici cinesi, per lo più cresciuti in mezzo alla povertà e in contesti a dir poco complicati – pensiamo a Jack Ma di Alibaba, a Robin Li Yanhong di Baidu o a Pony Ma di Tencent – e i nuovi zar hi-tech del Dragone, nati quando la Cina aveva ormai avviato la sua fase di riforma e apertura sotto Deng Xiaoping, che aveva incoraggiato l’impresa privata.
Basta dare un’occhiata alla carta d’identità dei Fantastici Quattro: Wang di Unitree è nato nel 1990, Zhang nel 1983, Liang nel 1985 e l’altro Wang nel 1980. Anni d’oro per la Cina, durante i quali l’istruzione scientifica, ingegneristica e matematica proliferava, agevolata da una società dinamica e desiderosa di far parte della globalizzazione.
La Cina punta su di loro
Perché mai la Cina dovrebbe puntare su questi imprenditori? Semplice: sono impegnati in settori che potrebbero consentire a Pechino di surclassare Washington in ambito hi-tech e, dunque, anche economico.
Parliamo, nello specifico, di intelligenza artificiale, un elemento sempre più onnipresente all’interno della società; di droni, jolly fondamentali in ambito civile (e pure in quello militare); di intrattenimento, social network e app sulle quali transitano pubblicità, tendenze, messaggi; e di robot che potrebbero modificare la quotidianità degli esseri umani.
I Big Four sono stati bravissimi nell’assicurarsi risorse adeguate e nel sopravvivere in un mercato altamente competitivo come quello cinese. Sono stati ancor più bravi a prendere le tecnologie esistenti – spesso inventate in Occidente – testarle in patria e adattarle al contesto locale, curando i dettagli, migliorando l’esperienza dell’utente e riducendo al minimo i costi di produzione e distribuzione.
Rispetto ai “colleghi” della Silicon Valley, sono inoltre stati spesso agevolati da Pechino – una volta vinta e superata la concorrenza – nel lanciare prodotti tecnologici innovativi con un impatto globale. Tocca a loro guidare la Cina in una nuova età dell’oro.