Il Vietnam cambia pelle con un piano ambizioso. Il Progetto 06 nasce come piano di modernizzazione amministrativa, ma è ormai molto di più: è lo strumento con cui Hanoi vuole ridefinire il rapporto tra cittadino e Stato, centralizzare il controllo dei dati e costruire le fondamenta digitali della sicurezza nazionale. Sotto l’etichetta della semplificazione burocratica si celano obiettivi ambiziosi: un database unico della popolazione, identità elettroniche obbligatorie, procedure online per imprese e individui. I numeri dicono molto: 86 milioni di carte d’identità già emesse, oltre 61 milioni di account elettronici attivi, 58 servizi pubblici digitalizzati e risparmi stimati in 3,5 trilioni di dong l’anno. Un successo organizzativo che rafforza il ministero della Pubblica Sicurezza (MPS), titolare del progetto e custode dei dati sensibili.
Il ruolo del ministero della Difesa
Ma in Vietnam nulla è mai neutrale. Il ministero della Difesa (MoD), che guida le forze armate e controlla colossi industriali come Viettel, non intende restare spettatore. Anche il MdD ha avviato la propria trasformazione digitale, integrando procedure interne, logistica e gestione del personale nel quadro del Progetto 06. Lo ha fatto attraverso il Comando 86, la propria unità cibernetica, che collabora con l’MPS ma allo stesso tempo ne rivendica spazi di autonomia.
Sul piano ufficiale, i due ministeri hanno firmato accordi di cooperazione e stabilito compiti comuni. Ma dietro la facciata di armonia, i rapporti si stanno trasformando in una competizione di potere.
La “guerra dei dati”
Secondo analisi recenti, l’implementazione del Progetto 06 è diventata il terreno di una vera e propria “guerra dei dati”. Da una parte l’MPS, che vede nel database della popolazione il cuore della propria legittimità e il fondamento della sicurezza nazionale. Dall’altra il MdD, che reclama una quota di sovranità digitale per integrare la trasformazione militare e industriale.
Il nodo non è solo politico, ma economico. I ministeri controllano aziende e settori produttivi: Viettel, per esempio, è il gigante tecnologico vietnamita, attivo nelle telecomunicazioni, nei data center e nell’elettronica di difesa, e fa capo direttamente al MoD. L’MPS, pur non possedendo industrie manifatturiere di pari visibilità, esercita influenza attraverso i suoi dipartimenti di sicurezza informatica e le società affiliate che forniscono software e sistemi di sorveglianza.
La partita si gioca quindi sull’assegnazione dei contratti pubblici per digitalizzazione, telecomunicazioni, energia e infrastrutture critiche: un settore che muove miliardi e definisce la leadership tecnologica del Paese.
Un equilibrio delicato
Sul piano geopolitico, la vicenda va letta anche alla luce delle turbolenze interne al Partito Comunista vietnamita. Negli ultimi anni, scandali e purghe hanno ridisegnato gli equilibri: sia la polizia che l’esercito hanno rafforzato il proprio peso, contendendosi ruoli chiave nella gestione del Paese. Il Progetto 06 diventa allora più di un’iniziativa amministrativa: è il campo di battaglia su cui si decide chi controllerà il futuro digitale del Vietnam.
Le implicazioni sono chiare. In un Paese che ha registrato oltre 650.000 incidenti informatici solo nel 2024, la sovranità sui dati è questione di sopravvivenza politica. Ma è anche questione economica: perché chi controlla le infrastrutture digitali controllerà anche i flussi finanziari, gli investimenti e la filiera tecnologica nazionale.
Conclusione
Il Progetto 06 appare, a prima vista, come un passo avanti verso l’efficienza dello Stato. In realtà è lo specchio di una trasformazione profonda, in cui sicurezza, economia e politica si fondono in una nuova forma di potere: il potere sui dati.
E se oggi la rivalità tra MPS e MdD si traduce in competizione per contratti e database, domani potrebbe aprire scenari più delicati, fino a una ridefinizione dei rapporti di forza all’interno della leadership vietnamita. Un equilibrio fragile, che riflette una tendenza globale: la digitalizzazione non è mai neutrale, è il nuovo campo di battaglia per il controllo del potere.
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