Prezzi bassi, tecnologia alta: l’industria cinese dell’auto elettrica alla conquista del mondo

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Lo scorso 2 maggio si è concluso il Salone dell’auto di Shanghai, uno degli eventi più importanti dell’automotive, da sempre vetrina per l’esposizione di nuovi modelli e cartina al tornasole per l’anticipazione delle tendenze del futuro. Quest’anno la fiera ha inviato un chiarissimo messaggio a visitatori e osservatori vari: la Cina è veramente diventata leader mondiale nell’innovazione delle quattro ruote.

Lo dimostrano le dimensioni dello show – una superficie pari a più di 60 campi da calcio – ma soprattutto i veicoli made in China dati in pasto al pubblico: modelli all’avanguardia, ricchi di tecnologie di ultima generazione, avveniristici e quasi fantascientifici.

A differenza di qualche anno fa, quando erano le auto di case automobilistiche occidentali come GM, Volkswagen, Mercedes e Bmw a rubare la scena, oggi gli assoluti protagonisti sono loro: i veicoli elettrici (Ev) autoctoni.

Aziende che un decennio fa neppure esistevano, che vivacchiavano nell’anonimato proponendo improbabili modelli di serie B ai consumatori cinesi (pazzi per i brand tedeschi o statunitensi) o che, peggio ancora, copiavano i loro rivali blasonati d’oltre Muraglia, adesso si ritrovano in cabina di regia a dettare mode, leggi, stili. E gli altri? A prendere nota.

Le auto Made in China mettono il turbo

Un esempio? La nuovissima auto sportiva, rigorosamente elettrica, presentata da Byd: la Denza Z. Secondo Wolfgang Egger, non una persona qualunque ma l’ex designer di Audi e Lamborghini che ora dirige il design del colosso di Shenzhen, la Denza Z rappresenta “una testimonianza di design puramente emozionale” e offre “prestazioni estreme”.

Poco distante, in una sala limitrofa, una folla in visibilio ammirava i gioiellini di Xiaomi, nota per i suoi smartphone ma ora in campo anche sul fronte automobilistico (ne abbiamo parlato qui). E ancora: altri visitatori erano invece rapiti dall’elegante berlina di lusso ET9 di Nio, rivale della Bmw Serie 7 e della Porsche Panamera, che mostrava le sue sospensioni e le portiere automatiche.

Cosa significa tutto questo? Lo ha ben spiegato la Cnn in un articolo riguardante la copertura del Salone di Shanghai: “Un tempo considerate produttrici di goffe imitazioni, le case automobilistiche cinesi si sono catapultate in prima linea nel crescente settore globale dei veicoli elettrici: un colpo da maestro per un Paese che punta a trasformarsi in una potenza tecnologica a tutti gli effetti in diversi settori”.

L’hype incarnato dai modelli cinesi è motivo di vanto per le aziende del Dragone. I consumatori cinesi, intanto, hanno smesso di considerare i marchi nazionali di seconda categoria, e hanno iniziato a preferirli rispetto ai marchi stranieri.

Il momento della Cina

Da un lato abbiamo Donald Trump che spinge per riportare nel periodo d’oro l’industria automobilistica Usa, ovvero l’industria che fino a qualche tempo fa simboleggiava la prosperità americana. Dall’altro troviamo invece la Cina che, sfruttando l’eccellente padronanza nell’hi-tech, sta sviluppando veicoli elettrici economici e all’avanguardia nel tentativo di ritagliarsi uno spazio in primo piano nell’automotive globale (ne abbiamo parlato qui).

Ma non ci sono solo le auto a impressionare esperti e analisti. A marzo, per esempio, Byd ha lanciato una batteria che, con una ricarica di soli cinque minuti, garantisce alle ultime auto dell’azienda un’autonomia di 400 chilometri. Poche settimane dopo il gigante delle batterie Catl ne ha lanciata un’altra ancora più efficiente: 500 chilometri di ricarica in cinque minuti. E poi c’è la guida intelligente: aziende come Huawei e Momenta stanno portando avanti le ultime tecnologie in materia e promettono di rivoluzionare ulteriormente il settore delle quattro ruote.

“Siamo seduti sui sedili posteriori di questa auto e ci sono sedili riscaldati, comandi vocali, tetto apribile fino alla parte posteriore, tanto spazio per le gambe. Poi guardiamo il prezzo e ci chiediamo: quanto costa in dollari? Scopriamo che costa circa 28.000 dollari, ma il prezzo base si aggira sui 20.000 dollari: è un vero shock“, ha rivelato un uomo d’affari americano in visita al Salone dell’auto alla Cnn. Uno shock con il quale l’Occidente dovrà imparare sempre più a confrontarsi.