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Tecnologia

Più energia, più chip, più memorie: le esigenze dell’IA fanno girare la fabbrica del mondo

L'IA è una grande fabbrica: l'entusiasmo fa volare i costruttori di chip in Borsa. Da Samsung a St, da Micron a Dell, chi vola.

L’intelligenza artificiale è un settore trasformativo dell’economia globale di cui si discute con sempre maggiore attenzione ma è, prima ancora di ogni altra cosa, un sistema industriale con pochi paragoni in termini di complessità nella pervasività globale della catena del valore e delle strutture che mobilita. Non cesseremo mai di ripeterlo: capire la complessità industriale che corre dietro l’intelligenza artificiale e il suo sviluppo è una delle partite più importanti per leggere l’economia globale di oggi e permette di guardare in profondità gli scenari tecnologici e le loro ramificazioni.

I dati dell’ultimo mese in termini di capitalizzazioni borsistiche raccontano una parte importante di questa storia. A Wall Street, ma non solo, i semiconduttori e i produttori di hardware volti a alimentare la potenza di calcolo macinano numeri da record e battono ogni livello di capitalizzazione.

L’amministrazione di Donald Trump si bea della moltiplicazione della valutazione della quota di Washington nell’azionariato di Intel, ma i dati di maggio sono trasversalmente brillanti: A Wall Street “Dell Technologies guida la classifica mensile con +101,4%, seguito da Micron Technology a +87,8% e Datadog a +87,1%”, nota Gabriel Debach, Market Analyst di eToro, sottolineando che “il filo che lega i primi nomi è preciso: storage, semiconduttori di memoria, infrastruttura AI” e che “il mercato ha premiato tutto ciò che tocca fisicamente i dati, il ferro su cui gira l’intelligenza artificiale”.

C’è euforia a New York, c’è Karl Marx a Seul, dove sull’onda lunga dei conti record di Samsung e SK Hynix, colossi rivali ma trainanti l’economia del Paese dell’Asia orientale, i dipendenti che lavorano nelle fabbriche per la produzione di memorie hanno chiesto maggiori partecipazioni agli utili. SK fa +63% in un mese al Kospi, Samsung +50%, e in Italia Debach ricorda che “STMicroelectronics cresce del +28,2% e ha dato continuità all’impressionante rally successivo al +61% di aprile”, segno della ripartenza del colosso dei chip con stabilimenti a Agrate Brianza e Catania dopo anni complessi. L’alta marea dell’intelligenza artificiale alza tutte le barche ed è un circolo che si autoalimenta: le aziende che sviluppano la potenza di calcolo chiedono più energia, più capacità operativa, più chip, più memorie e sono disposte ad anticipare ogni trend di mercato pur di averne in misura tale da garantire continuità operativa. C’è una crisi strutturale della fornitura di memorie ma l’impegno delle aziende ad alzare la produzione sulla scorta della crescita degli ordini alimenta l’aspettativa finanziaria e i ricavi industriali.

Siamo dentro un superciclo di investimenti che si sta espandendo con pochi paragoni nella storia del capitalismo. Lo scorso anno TrendForce prevedeva un valore del mercato globale dell’hardware e delle memorie per la potenza di calcolo dell’IA a 551 miliardi di dollari per il 2026. Ha rivisto le stime a 889 miliardi. Per il 2027 la crescita è ulteriormente incentivata, da 842,7 a oltre 1.280 miliardi di dollari, principalmente per il fatto che l’IA agentica e l’inferenza che dovrà alzare le prestazioni dei linguaggi spingeranno la domanda di processori, Cpu e unità computazionali in forma esponenziale.

Per TrendForce “gli agenti IA stanno incrementando significativamente l’utilizzo aziendale, con gli utenti più intensivi che consumano fino a quattro volte più token rispetto a prima. Allo stesso tempo, la crescente complessità dei contenuti multimediali generati dall’IA sta accelerando notevolmente il consumo di token”. L’IA forse sarà un sistema tecnologico trasformativo che cambierà per sempre l’economia. Per ora ha portato a numeri impensabili pochi anni fa dei comparti manifatturieri e si sta dimostrando una vera e propria “industria delle industrie” dell’era globale. E le borse, di conseguenze, festeggiano per motivi di stretta economia reale nel pieno dell’entusiasmo per gli algoritmi di frontiera.

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