Per Google l’Italia non ha abbastanza intelligenza

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Sono in pochi ad essersene accorti. Segnale di quanto ancora ci sia da lavorare per scavare nella coscienza pubblica e instillare un interesse per il digitale che vada oltre il mero consumismo di apparecchi smart. Nel silenzio generale, infatti, l’Italia è stata esclusa dal Google AI Hackathon, non propriamente un concorso, men che meno una gara, ma una sorta di grande laboratorio dove le migliori menti hanno potuto – dal 18 marzo al 3 maggio – dare sfoggio delle proprie competenze sul campo dell’intelligenza artificiale. In palio, un premio di 50 mila dollari da dividere tra i più meritevoli.

Se è vero che siamo considerati tra i migliori nel campo del cibo, del bere, della moda e di tanto altro, nel settore attualmente più strategico, dove molti Stati stanno investendo fiumi di denaro, non veniamo considerati affatto. La conferma di quanto l’Italia non sia ancora in grado di competere sul piano tecnologico.

Tuttavia, qualcosa di curioso in questa esclusione c’è. Qualcosa che, forse, non ha a che fare con il demerito o con la nostra arretratezza digitale. Scorrendo la lista dei Paesi esclusi dalla competizione, insieme all’Italia troviamo: Brasile, Crimea, Sudan, Cuba, Iran, Siria, Bielorussia, Korea del Nord, Russia e, ciliegina sulla torta, il Quebec, che non è nemmeno uno Stato, ma una regione del Canada.

Se l’esclusione di alcuni paesi come Russia, Bielorussia, Iran e Korea del Nord è in un certo senso comprensibile, visti gli attuali scenari geopolitici, è difficile capire la ratio dietro l’esclusione di Quebec, Brasile e Italia.

Abbiamo chiesto un parere ad Alessandro Curioni, presidente di DI.GI Academy ed esperto di cyber security: “Difficile commentare questa scelta. Se c’è una logica, di certo è molto sottile. Sembra piuttosto un criterio algoritmico“. In effetti, la lista degli esclusi lascia pensare che la scelta sia stato affidato non a un attore umano, quanto piuttosto direttamente all’oggetto dell’Hackaton: l’intelligenza artificiale.

In questo caso, l’esclusione dipenderebbe dalla base di addestramento dell’IA e, di conseguenza, da logiche difficili da comprendere senza informazioni più dettagliate. Per ora, non ci resta che leccarci le ferite e metterci bene in testa che abbiamo ancora molta strada da fare per risultare competitivi nel campo in cui si gioca il futuro economico e geopolitico del pianeta.