Passo indietro della Danimarca, l’Ue ferma il Chat Control

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La presidenza di turno danese ha ritirato la proposta di accelerare le discussioni sul regolamento del Chat Control all’interno dell’Unione Europea dopo i distinguo del governo tedesco e l’emersione di forti criticità sul rischio della sorveglianza di massa.

Proposto nel 2022 dall’allora Commissaria Europea per gli affari interni Ylva Johansson, svedese, il Regolamento per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale su minori è stato messo dal governo danese di Mette Frederiksen al centro dell’agenda politica per il suo semestre europeo nella seconda metà del 2025 (i presidenti di turno del Consiglio Ue hanno la facoltà di accelerare determinate discussioni) e avrebbe dovuto essere votato dal Parlamento europeo a dicembre.

La norma è stata pensata con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma di regole comuni per segnalare automaticamente abusi di matrice pedopornografica, ma ha suscitato critiche per la prospettiva di aprire a una vera e propria sorveglianza di massa, a causa della possibile apertura all’intrusione nelle chat crittografate degli utenti comunitari.

Copenaghen sarebbe pronta a spingere per una proposta di mediazione che chiuda alla possibilità di imporre la decrittazione forzata delle chat: “Giovedì il ministro della Giustizia danese Peter Hummelgaard ha dichiarato ai giornalisti che il suo ufficio sosterrà le rilevazioni volontarie di materiale pedopornografico”, superando la clausola dell’obbligarietà criticata quando “dopo giorni di silenzio, l’8 ottobre il governo tedesco ha annunciato che non avrebbe sostenuto la proposta, vanificando così lo sforzo danese”, nota The Record.

A favore della proposta si erano schierati Paesi come Spagna, Francia e Irlanda, tra i più attivi sul fronte della regolamentazione delle Big Tech e delle loro comunicazioni, mentre al Consiglio Europeo l’Italia era in bilico e la Germania guidava il fronte dei contrari, principalmente per l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale nei processi di raccolta e screening degli utenti.

“Il sistema previsto inizialmente dal regolamento si baserebbe sull’uso di intelligenza artificiale e algoritmi di rilevamento che analizzerebbero ogni contenuto inviato o caricato dagli utenti (foto, video, audio e testi dei messaggi) sulle piattaforme di messaggistica istantanea”, ha spiegato Wired, aprendo dunque la strada a una “falciatura” immediata dei contenuti ritenuti sospetti.

L’uso di una backdoor tecnologica capace di superare la crittografia dei messaggi in casi ordinari, e non giustificati da ragioni di ordine pubblico ben precise, era stato criticato nel febbraio 2024 dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. A gennaio 2025, invece, una proposta di modifica del Chat Control proposto dalla presidenza polacca non era passata. La Danimarca ha voluto insistere sul testo nella sua interezza, ma la proposta ha finito per schiantarsi. Ora le strade sono due: cercare una mediazione per una versione edulcorata o veder tramontare la norma. A gennaio la Danimarca passerà il timone del Consiglio Ue a Cipro, che potrebbe avere ben altre priorità. Il Chat Control non è passato, per ora. Ma il dibattito su sicurezza, libertà e sorveglianza continua.

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