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Un affare da 300 miliardi di dollari per spingere la corsa all’intelligenza artificiale e dare piena attuazione al programma Stargate: OpenAI e Oracle hanno firmato un accordo cruciale che dal 2027 vedrà il gruppo fondato e diretto da Sam Altman, ideatore di ChatGpt, investire in aumento della potenza di calcolo e in infrastrutture di supporto con l’azienda di Larry Ellison, con cui a luglio si era accordata per costruire una serie di data center inseriti nel piano Stargate, ciascuno da 4,5 GW di potenza e con un investimento complessivo di 30 miliardi di dollari.

OpenAI, reduce da un’altra importante partnership per ricevere chip IA di ultima generazione con Broadcom (dal valore di 10 miliardi di dollari), si vuole rafforzare sul mercato e intende consolidare la leadership nei servizi dell’intelligenza artificiale, monetizzandoli in maniera crescente.

Come funzionerà l’accordo Oracle-OpenAI

Dal 2027, per cinque anni, OpenAI e Oracle rafforzeranno la loro partnership, con l’appoggio finanziario di SoftBank che dall’inizio promuove e investe nel progetto Stargate varato dall’amministrazione di Donald Trump a gennaio. La svolta mette in campo, in forma definitiva, il ruolo decisivo di Oracle come provider di tecnologie e infrastrutture sempre più decisive ora che l’Ia genererà una quota crescente di dati, come i centri di archiviazione e le tecnologie di cloud computing che risulteranno vitali per dar forma alla nuova rivoluzione digitale.

Come nota The Verge, “l’azienda ha dichiarato di aver aggiunto oltre 317 miliardi di dollari di ricavi derivanti da contratti futuri nel primo trimestre, un importo enorme che ha fatto  impennare il prezzo delle azioni e ha portato il presidente Larry Ellison al primo posto nella  lista delle persone più ricche del mondo“. Ellison, definito Ceo of Everything da Donald Trump, con 383 miliardi di dollari di patrimonio è diventato nella giornata dell’11 settembre l’uomo più ricco del mondo sorpassando Elon Musk sulla scia di un boom delle azioni Oracle che ha spinto il gruppo di Austin a guadagnare oltre il 25% in un mese e ad aumentare di due terzi la sua capitalizzazione da inizio anno.

Nel primo trimestre dell’anno fiscal 2025-2026, Oracle ha comunicato di aver aumentato del 28% i ricavi da servizi cloud a 7,2 miliardi di dollari e le entrate generali del 12% a 14,9 miliardi. Sulla scorta di un’attività estremamente vivace che nello scorso anno ha portato i ricavi a salire dell’8,38% a 57,4 miliardi di dollari l’azienda intende sfruttare il sentiero d’espansione legato all’Ia e rafforzarsi come player decisivo. “Oracle è ormai una scommessa a senso unico sulla capacità di OpenAI di raccogliere centinaia di miliardi di dollari di nuovo capitale”, ha affermato Charles Fitzgerald, ex manager di Microsoft.

Il modello Oracle

Il Financial Times nota che Oracle ha beneficiato, finora, di un approccio flessibile nel suo rapporto con il gruppo di Altman e sottolinea che “nonostante abbia lanciato la sua attività cloud un decennio dopo il leader di mercato Amazon Web Services, l’approccio di Oracle, incentrato sul noleggio di server e altre apparecchiature per data center dedicati a singoli clienti, si è rivelato popolare tra le aziende che sviluppano modelli di intelligenza artificiale proprietari che elaborano enormi quantità di dati”.

In questo contesto, “Oracle ha anche abbassato i prezzi rispetto ai principali concorrenti nel cloud. Ha sfruttato i limiti di capacità riscontrati da concorrenti come Microsoft, che hanno dovuto rinunciare a importanti contratti e hanno cercato capacità da fornitori specializzati in intelligenza artificiale come CoreWeave per soddisfare la domanda dei clienti”.

L’espansione della sinergia avverrà anche fuori dagli Usa con gli accordi per lo sviluppo di data center per l’IA negli Emirati Arabi Uniti firmati sulla scia di un patto tra Abu Dhabi e l’amministrazione Trump. Oracle, OpenAI e SoftBank lavoreranno con Microsoft e la società emiratina G42 per alzare l’asticella della capacità Ia del Paese del Golfo. La frontiera dell’IA è in continua espansione, e Ellison e i suoi vogliono cavalcare i venti positivi. Finché ci sarà investimento in Ia serviranno potenza di calcolo, spazio d’archiviazione e capacità d’elaborazione dati. Oracle vuole garantire tutti e tre assieme. E dare nuova linfa a questa corsa impetuosa. Scommettendo che il futuro del business stia nella sua capacità di garantire ritorni solidi.

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