A Wall Street nella giornata di mercoledì è arrivato un sorpasso storico, quello della capitalizzazione di Nvidia su Apple che ha portato la casa produttrice di schede grafiche e processori a diventare, dopo Microsoft, la seconda compagnia per capitalizzazione di mercato con 3,01 trilioni di dollari, il 50% in più del Pil italiano, contro i 3 trilioni del gigante di Cupertino.
Nvidia vale ora quanto Amazon e Meta messe assieme ed superata solo dall’azienda fondata da Bill Gates, a 3,15 trilioni. Un dato importante che ci racconta molto del futuro del capitalismo nell’era dell’intelligenza artificiale, confermando un trend che un avvenimento opposto, ovvero lo sgonfiamento di un trilione di dollari delle aziende intente a costruire architetture di Ia avvenuto nel mese di aprile, aveva segnalato. E cioè che nel mondo dell’intelligenza artificiale è più facile fare soldi costruendo l’infrastruttura hardware che applicando il software. Almeno per ora.
“Gli investitori si sono riversati sulle azioni di Nvidia mentre gruppi tecnologici come Google, Microsoft e Meta spendono miliardi di dollari sui suoi chip, senza alcuna indicazione che la loro follia di spesa rallenterà nel prossimo futuro”, ha sottolineato il Financial Times. Il brand tech per eccellenza, Apple, viene sorpassato da Nvidia, che per anni è stata semplicemente una fornitrice di prodotti complementari a computer, Pc, tablet, smartphone e altri dispositivi. Questo dice molto dell’attuale fase del capitalismo tecnologico statunitense e globale, in cui la generazione di valore sta sempre più tornando nella componente industriale di base, non nell’assemblaggio di piattaforme finali adatte agli utenti. Le quali, come gli iPhone di Apple, dipenderanno sempre più dalla capacità di Nvidia ed altri fornitori di garantire prestazioni vincenti.
Sono, dunque, le tecnologie abilitanti, la loro capacità di progettazione e la gestione delle catene del valore globali a fare la differenza. Sottolinea infatti il Ft che “i chip dei data center di Nvidia alimentano i modelli di intelligenza artificiale che, secondo l’amministratore delegato Jensen Huang, stimoleranno una nuova rivoluzione industriale“. Per Huang ciò impatterà “trasformando il business globale con funzionalità di miglioramento della produttività”. Per ora a crescere è quella di Nvidia: il processore “Hopper” vola nel mercato e a maggio la previsione di aumento dei ricavi è stata del 262%. Nvidia mostra chiaramente che con l’Ia ad oggi a far fare soldi è più l’hardware del software. E questo, in tempi di rivoluzione tecnologica, è sicuramente un fatto in controtendenza. Che dice molto su quanto ancora l’Ia debba fare strada per diventare la rivoluzione prevista da molti.

