Nvidia è oggi la società più strategica del pianeta e ogni trimestre l’annuncio dei suoi risultati è diventato un appuntamento fisso per gli investitori che attendono dal fondatore Jensen Huang conferma sulla possibilità di veder proseguire e strutturarsi la corsa dell’intelligenza artificiale. Il gruppo di Santa Clara è ampiamente sopra i 5mila miliardi di dollari di capitalizzazione (più del Pil della Germania) e ha visto negli ultimi tempi esplodere i risultati di una componente importante del suo business, quella radicata in Israele. C’è un ruolo importante dello Stato Ebraico dietro i chip di Nvidia che da fine 2022 fanno decollare il settore dell’intelligenza artificiale generativa, e dietro i grandi progetti infrastrutturali tecnologici che alimentano la corsa a una crescente potenza computazionale.
Il nome da tenere d’occhio è quello di Mellanox, azienda israeliana di Yokneam acquisita e incorporata da Nvidia nel 2019, le cui attività sono quasi triplicate nel 2025, toccando 40 miliardi di dollari di ricavi. A inizio 2026, un’ulteriore accelerazione: 15 miliardi di dollari di ricavi nel trimestre appena riportato da Santa Clara, come gli ultimi il più rigoglioso per Nvidia. Cosa fa Mellanox? Quello che in gergo tecnico è il networking, lo sviluppo di tecnologie e processori che consentono di passare dalla potenza di calcolo e archiviazione di singoli chip e schede a consentire collegamenti e dialoghi tra più apparati e interi data center, consentendo sincronizzazione del lavoro e della potenza di calcolo.
Eyal Waldman, fondatore di Mellanox, in gioventù ufficiale della Brigata Golani nell’Israel Defense Force e poi ingegnere elettrico per Intel, è una figura importante nel panorama tecnologico israeliano. Ha fondato Mellanox a fine Anni Novanta ed è divenuto poi un volto importante del mondo sociale dello Stato Ebraico, impegnandosi in filantropia e manifestando aperto sostegno per la risoluzione pacifica della questione israelo-palestinese, facendosi fautore della soluzione a due Stati e criticando spesso Benjamin Netanyahu. Waldman donò 360mila dollari, nel 2020, a un reparto oncologico di un ospedale di Gaza. La figlia Danielle, per un tragico crocevia del destino, fu uccisa assieme al fidanzato negli attacchi del 7 ottobre, trovandosi tra le 378 persone massacrate da Hamas al festival musicale di Re’im.
Ebbene, il crocevia attuale è segno della complessità dei nostri tempi. L’imprenditore che ha creato un braccio operativo di Mellanox è ciò che di più distante si possa pensare dall’attuale leadership israeliana. Parimenti, è innegabile che lo sviluppo tecnologico e innovativo di Israele si basi anche su quei ritrovati legati alla natura duale dell’economia nazionale, civile e militare, e dell’integrazione di competenze tra attori pubblici, start-up, ex ufficiali delle forze armate, università. Mentre l’IA si avvia verso l’inferenza e la creazione di agenti sempre più intelligenti ” l’attenzione si concentra chiaramente sull’integrazione di elaborazione, comunicazione e archiviazione. Componenti di comunicazione avanzati e nuovi sistemi di archiviazione sono progettati per affrontare i colli di bottiglia che si verificano man mano che i modelli crescono in dimensioni e generano enormi volumi di dati”, nota il Jerusalem Post, sottolineando la centralità di Nvidia e della sua divisione israeliana in questo ruolo.
A dicembre Netanyahu disse che di fronte a un’epoca di impetuosa corsa tecnologica Tel Aviv era ben messa: “Possiamo guidare questo processo e diventare non una potenza secondaria, ma una potenza primaria”. Difficile dargli torto, in tempi così prometeici dove l’IA si afferma come rivoluzione globale anche grazie alla ricerca made in Israel e sono anche algoritmi israeliani a determinare come agiranno, penseranno e interagiranno le unità computazionali che fanno correre i data center e le schede grafiche decisive per la corsa alla nuova frontiera. La creatura di Waldman, pacifista e fautore del dialogo, ora è un cardine di Nvidia e della saldatura tra apparati tecnologici e securitari per fare dell’IA uno strumento di leadership del campo occidentale, con Usa e Israele in testa. Si cammina su un crinale sottile in cui i numeri parlano di una continua espansione della divisione israeliana di Nvidia, che serve a far pensare come attore collettivo data center e apparati tecnologici. In un certo senso, un pezzo di Israele è in ogni messaggio mandato sulle piattaforme di IA che tanti di noi utilizzano quotidianamente. E la più grande vittoria di Netanyahu e del sistema di Tel Aviv è stato far sì che nessuno si accorgesse di una realtà ineludibile.