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Negli Stati Uniti esistono degli aerei del National Oceanic and Atmospheric Administration, NOAA, che vanno a “caccia di uragani“: da qualche decennio volano in mezzo alle tempeste più spaventose per ottenere quante più informazioni è possibile per condurre ricerche scientifiche e ottenere dati utili allo studio del fenomeno. Classificati come Lockheed WP-3 Hurricane Hunter questi aerei quadrimotore a turboelica modificati per compiere ricognizioni meteorologiche sono entrati in servizio nel 1976 e hanno sempre svolto il temerario compito di monitorare eventi estremi e portare avanti lo studio delle formazioni di uragani e cicloni attraverso i loro sensori di bordo.

Nel caso dell’uragano Helene, uragano di categoria 4 che si è abbattuto sugli Stati Uniti la scorsa settimana causando almeno 200 vittime con la sua straordinaria potenza, i piloti del NOAA che hanno attraversato l’occhio del ciclone hanno rilasciato per la prima volta due diversi droni per ottenere maggiori dati sulla “vita” dell’uragano, che attualmente è sceso al livello di quella che in gergo viene definita una tempesta tropicale. “Durante il secondo dei quattro passaggi nell’occhio nell’uragano Helene, l’equipaggio ha orbitato all’interno dell’occhio per rilasciare un secondo sistema di aeromobili senza equipaggio per scopi di ricerca“, hanno dichiarato i dal centro del NOAA in Florida. Uno degli Stati più colpiti da questo genere di fenomeni atmosferici.

Questo tipo di missioni sono molto particolari e possono rivelarsi anche molto pericolose, dal momento che l’aereo in questione – l’N42RF nominativo “Kermit” – si è trovato praticamente risucchiato dall’occhio del ciclone e ha dovuto compiere diverse manovre per liberarsi e tornare alla base, mentre le due sonde senza equipaggio rilasciate all’interno di Helene del tipo Area-I Altius-600 hanno analizzato l’eyewall e diversi “mesovortici”. I dati preliminari hanno registrato “venti a livello di volo di 10 secondi di 158 m/ph a 946 mb” – superiori a quelli di un semplice categoria 4. Mentre le prime analisi sull’uragano Milton, che attraverserà la Florida partendo dal Pacifico per terminare nell’Atlantico, indicano un’intensità pari a quella di un categoria 5.

Mentre gli scienziati ancora analizzano i dati per tentare di prevedere con maggiore precisione in futuro la formazione di questi fenomeni estremi e violenti, sono ancora centinaia di dispersi negli Stati Uniti, in Nord e Sud Carolina, in Georgia, Florida, Tennessee e la Virginia. Le ricerche in entrambi i sensi vanno avanti.

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