Un nuovo tipo di nave da ricerca senza equipaggio e un dispositivo laser per incrementare a dismisura la velocità dei missili ipersonici e degli aerei. Il progresso tecnologico e militare della Cina prosegue senza sosta, e aggiunge due nuove innovazioni alla lista degli strumenti che potrebbe presto maneggiare Pechino. Stiamo parlando di due jolly ben differenti, pensati per funzionare in ambiti tra loro diversissimi. Mentre la nave senza equipaggio avrà l’obiettivo di migliorare la ricerca marina del Paese – e forse, suppongono i maligni, non solo quella – gli studi sul laser serviranno a far volare in maniera più fluida i velivoli e i missili militari cinesi. Andiamo con ordine e partiamo dalla nave.

Come ha riportato il South China Morning Post, che ha citato a sua volta China Ship News, un costruttore navale cinese ha iniziato a lavorare su una nave scientifica del tutto sui generis, che potrebbe rappresentare un “punto di svolta” per la Cina di Xi Jinping. Questa imbarcazione si limiterà infatti a trasportare droni attrezzati per condurre a distanza un attento monitoraggio aereo della superficie marittima subacquea. Non è finita qui, perché una simile tecnologia potrà essere impiegata per prevenire disastri, mappare i fondali marini, monitorare l’ambiente e persino la manutenzione dei parchi eolici. Come funzionerà la nave? Si affiderà a sensori, comunicazioni satellitari, internet e altri mezzi tecnologici “per navigare autonomamente in acque libere”.

La nave senza equipaggio

A prima vista può sembrare che la nave citata sia un semplice strumento scientifico, da adottare cioè in ambito accademico. In realtà la Cina, oltre a essere il più grande costruttore navale al mondo, ha intenzione di trasformarsi in una potenza marittima globale. Il percorso per raggiungere un simile traguardo non passa soltanto attraverso la creazione di imbarcazioni militari, ma anche mediante lo sviluppo di sofisticate navi da ricerca. L’ultimo modello, in fase di costruzione a Guangzhou, dovrebbe per la prima volta solcare le acque del Mar Cinese Meridionale il prossimo ottobre. Potrà contare su un dislocamento di 2.100 tonnellate e sarà più grande della nave Type 056 in possesso della marina cinese.

Il suo design è descritto come “futuristico” e “aerodinamico”. Sarà lunga 88,5 metri in lunghezza e 14 in larghezza. Sarà inoltre dotata di un sistema di monitoraggio e controllo per tener traccia di come il mezzo opererà a distanza, mentre i droni che trasporterà potranno formare una rete per osservare gli obiettivi designati. Nonostante la Cina abbia più volte ribadito che questa nave sarà utilizzata per scopi di ricerca, i “vicini di casa” di Pechino guardano con sospetto alle mosse del Dragone. Il motivo è semplice: nel Mar Cinese Meridionale ci sono controversie e dispute ancora da sciogliere. E ogni movimento potrebbe arrecare vantaggi o svantaggi agli attori protagonisti coinvolti nella vicenda.

Il nuovo dispositivo laser

Arriviamo adesso al dispositivo laser al quale stanno lavorando gli scienziati cinesi per aiutare aerei e missili ipersonici a volare più velocemente. È infatti importante ricordare che volare a simili condizioni significa farlo cinque volte più veloce rispetto alla velocità del suono. Velivoli e armi, in un contesto del genere, incontrano l’inevitabile resistenza dell’aria (la cosiddetta “drag”), la quale può influire sulla sicurezza del volo e aumentare la quantità di carburante necessaria. Ebbene, come ha svelato il SCMP, un team di esperti dell’Università di Ingegneria Spaziale di Pechino ha originato una pistola laser che potrebbe sciogliere lo spinoso nodo appena svelato.

Il dispositivo dovrebbe essere fissato sulla testa di un aereo o missile ipersonico, e puntato sulle molecole d’aria poco distanti. Lo strumento, stando ad alcuni calcoli, sarebbe in grado di ridurre la resistenza dell’aria del 70% o più. Nella rivista cinese Laser and Infrared si legge che questa nuova tecnologia può “cambiare la struttura delle onde d’urto davanti al veicolo ipersonico” e quindi “cambiare la velocità e la distribuzione della pressione” così da “ottenere una riduzione della resistenza”, la stessa che riduce sia la sicurezza che l’economia del volo. La Cina utilizzerebbe la suddetta tecnologia per progettare armi, ma non solo. Ad esempio, entro il 2035, Pechino ha intenzione di costruire una flotta di velivoli ipersonici civili capaci di trasportare 10 passeggeri in qualsiasi parte del pianeta entro un’ora.