Moonshot, la Cina prova il grande balzo sull’IA contro Anthropic e OpenAI

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Un nome, un programma: si chiama Moonshot (“lancio sulla Luna”) la nuova azienda-protagonista del mercato cinese dell’intelligenza artificiale che ha rivelato un modello, Kimi K3, che si ritiene possa offrire capacità computazionali paragonabili ai big statunitensi.

La corsa di Kimi K3

Kimi, possiamo dirlo da italiani, è un nome garanzia di velocità ora che l’italianissimo Kimi Antonelli guida la classifica mondiale della Formula 1, e anche se ad oggi il modello non è partito, al suo debutto, dalla pole position nel gran premio dell’IA, sicuramente sembra piazzarsi nelle prime file. “Kimi K3 è ancora indietro rispetto a Claude Fable 5 di Anthropic e GPT 5.6 Sol di OpenAI in termini di prestazioni complessive,” ha dichiarato l’azienda venerdì, ma ha costantemente superato gli altri modelli testati”, ha scritto la Cnbc, sottolineando come la nuova dinamica del mercato dell’IA veda emergere nuovi pretendenti alla leadership internazionale e come Pechino stia prendendo le misure per essere sempre più protagonista.

Moonshot, nata nel 2023 dalla collaborazione tra tre ricercatori alumni dell’Università Tsinghua, Yang Zhilin , Zhou Xinyu e Wu Yuxin, ha acquisito una valutazione di 3,8 miliardi di dollari dopo l’ingresso di attori come Alibaba, Tencent e Gaorong Capital, non è ancora quotata e ha promosso il suo primo chatbot del filone Kimi nell’ottobre di tre anni fa. Kimi nelle sue varie versioni è venduto su licenze in Cina che sembrano simili a quelle delle principali piattaforme IA Usa, con sottoscrizioni connesse alla volontà di utilizzare una quota di token definita in base al pagamento. La novità di Kimi K3 è la ridondanza dei parametri sottostanti.

Moonshot e la nuova IA cinese

Moonshot dichiara che Kimi K3 avrebbe raggiunto 2,8 trilioni di parametri in un modello “open-weight”, la cui struttura è dunque accessibile al pubblico ed è scalabile per utilizzi che possano essere appropriati internamente alle aziende. Contrariamente ai grandi modelli americani, costruiti su strutture computazionli vaste e alimentate dall’allenamento dei Large Language Models su una potenza di calcolo sempre più costosa e crescente, in Cina l’obiettivo è creare un’IA agentica rapidamente scalabile sulle aziende. Il Financial Times calcola in 4-5 mesi il risicato vantaggio dei modelli di frontiera Usa su quelli di Pechino, che peraltro sta accelerando in un contesto di crescente disaccoppiamento delle tecnologie e delle filiere industriali, tanto che ormai in Cina i chip e le unità computazionali Nvidia più avanzate non sono nemmeno più richieste come in passato, a favore di prodotti “autarchici” costruiti da aziende come Huawei.

Si tratta di una nuova realtà interessante proveniente dalla Cina: nel gennaio 2025, subito dopo l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, il varo di DeepSeek causò il panico nel mondo IA statunitense, portando all’emersione di un’IA cinese poco costosa, gratuitamente accessibile e open source.Il mese scorso Z.ai ha rilasciato GLM-5.2, una nuova IA dalle alte prestazioni, e ora arriva Kimi K3. Pechino, insomma, c’è e si muove per trovare le alternative a modelli che hanno già alzato lo scrutinio sui legami con la Cina anche per le pressioni ricevute dagli apparati federali per motivi di sicurezza nazionale. DeepSeek è stato lo Sputnik cinese dell’intelligenza artificiale. Ora siamo all’equivalente IA della corsa alla Luna. Quale sarà il modello paragonabile al Saturn V che portò gli astronauti del programma Apollo sul satellite della Terra non è dato saperlo. Ma non è scontato che possa essere di matrice americana.

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