Make Oracle Great Again! Così Stargate e l’Ia fanno volare il colosso del cloud

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Oracle vola in borsa, conquista nuovi appalti e si conferma una componente strategica della filiera con cui gli Stati Uniti vogliono governare la crescita del sistema tecnologico interno e globale. Al centro della scacchiera, l’81enne Larry Ellison, che ha fondato il gruppo nel 1977 e l’ha guidato come amministratore delegato per trentasette anni e, dal 2014, come presidente, e il suo rapporto strategico con gli altri operatori e col presidente americano Donald Trump.

Oracle in Stargate, verso la frontiera infinita dell’Ia

C’era anche Ellison, il 21 gennaio, un giorno dopo il ritorno di The Donald alla Casa Bianca, nel cuore del potere di Washington per presentare assieme a Sam Altman di OpenAI e Masayoshi Son di SoftBank il maxi-progetto Stargate da 500 miliardi di dollari. SoftBank fornirà al progetto di espansione della potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale i capitali, OpenAI la potenza di calcolo e Oracle, più discreta, il cloud, fattore abilitante e strategico per la tenuta dell’architettura Ia.

E questo ruolo strategico è diventato palese quando nella giornata di domenica il gruppo con sede a Austin, Texas, ha annunciato un contratto da 30 miliardi di dollari per la sua divisione cloud computing, dal valore triplo rispetto ai 10,3 miliardi preannunciati come fatturato per l’area nell’intero 2025. Elaborare la gestione sicura dei dati e le operazioni degli algoritmi in cloud consentirà di estrarre valore dalle informazioni immagazzinate nei server Oracle, e molti osservatori hanno collegato direttamente all’adesione di Oracle a Stargate l’affare, il cui cliente non è stato comunicato e che per il gruppo di Ellison dovrà iniziare a generare valore dal 2028. Oracle è ascesa a 620 miliardi di dollari di capitalizzazione a Wall Street, toccando i massimi storici.

Larry Ellison

Il Financial Times ha analizzato il ruolo strategico di Oracle per la corsa americana all’Ia, ricordando che il gruppo di Ellison “ha registrato un forte aumento della domanda di infrastrutture per data center, con un aumento del 52% nell’ultimo trimestre, grazie alla crescente richiesta di potenza di calcolo da parte delle aziende tecnologiche” e risultando “una delle principali beneficiarie delle limitazioni di capacità dei rivali, tra cui Microsoft, con grandi aziende tecnologiche che hanno investito centinaia di miliardi di dollari nella realizzazione di data center per addestrare e implementare modelli di intelligenza artificiale”.

Oracle e il maxi-sito in Texas per l’elaborazione dati

Ombelicare il legame con Nvidia, azienda progettatrice dei grandi prodotti per l’elaborazione della potenza di calcolo che garantisce l’abilitazione alle tecnologie Ia di frontiera. Nel sito di Abilene, in Texas, saranno almeno di 40 miliardi di dollari gli investimenti richiesti per costruire un maxi-data center con cui Oracle vuole, usando le tecnologie Nvidia, rompere il monopolio di Microsoft nelle forniture di potenza di calcolo a OpenAI e posizionarsi come attore critico oltre la stessa Stargate.

Il sito utilizzerà 400.000 chip GB200 di Nvidia e, dal 2026, fornirà 1,2 gigawatt di energia, una quantità superiore, per fare un paragone, alla più grande centrale idroelettrica italiana, la “Luigi Einaudi” dell’Enel a Entracque, in Piemonte, che si ferma poco sotto 1,1 GW. La potenza di calcolo richiesta per l’Ia è enorme. Oracle pensa in grande e l’Ia è la chiave per farlo. Ellison punta poi sul legame diretto con Trump, che l’ha definito “Ceo of everything” per sottolineare il suo ruolo strategico nel sistema tecnologico americano. Alla Casa Bianca sanno che la corsa all’egemonia tecnologica è anche, se non soprattutto, una questione politica. E posizionare le aziende per competere al meglio ha valenza fondamentale per un’egemonia americana sempre più contesa dai rivali della superpotenza a stelle e strisce.

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