L’occhio del Dragone nel cielo: così la start-up cinese MizarVision mette in crisi gli Usa in Iran

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Fino a pochi mesi era conosciuta giusto all’interno dei circoli di esperti e strateghi militari. Oggi il nome di MizarVision è stato sdoganato in seguito alla guerra in Iran e, soprattutto, a causa delle sue numerosissime immagini satellitari ad altissima risoluzione condivise sul web. Le stesse, per intendersi, che avrebbero consentito a Teheran di monitorare in tempo quasi reale le manovre degli Stati Uniti in Medio Oriente e che avrebbero permesso alla Repubblica Islamica di colpire bersagli sensibili dislocati nella regione.

MizarVision si presenta come una start-up cinese specializzata in analisi di immagini satellitari e intelligence open-source (Osint). “Ogni indizio ti aiuta a percepire il mondo un passo avanti. Ogni clic ti offre una visione approfondita della verità”, si legge sulla homepage del sito ufficiale di questa società che da almeno un paio d’anni pubblica foto sui social.

La frequenza è tuttavia aumentata a dismisura nell’ultimo mese, quando MizarVision ha attirato l’attenzione internazionale per l’eccellente livello del materiale elaborato, ricchissimo di informazioni dettagliate sul dispiegamento di molteplici risorse militari Usa in Arabia Saudita, Giordania, Grecia e Qatar.

Il momento d’oro di MizarVision

MizarVision è, in sostanza, un fornitore cinese di immagini satellitari lanciato nel 2021. Offre svariati servizi di geo-intellicence affidandosi a sofisticati software di intelligenza artificiale. L’elenco per i clienti comprende l’accesso a database di sensori multi-sorgente e la possibilità di monitorare obiettivi in qualsiasi scenario globale, il tutto in tempo reale con aggiornamenti costanti.

La guerra in Iran ha consentito a questa start-up, fondata da tale Liu Ming nel settore dell’analisi satellitare e Ia nella città di Hangzhou, di finire sotto la luce dei riflettori. Sia chiaro: MizarVision è un rivenditore di immagini catturate da satelliti privati cinesi, e dunque non lancia né gestisce satelliti.

Pare sia un attore privato, controllato per oltre il 38% dal fondatore Liu Ming, insieme ad altri fondi di investimento, anche se stando ad alcune indiscrezioni lo Stato cinese ne controllerebbe il 5,5%. Certo è che la supervisione normativa presente nel Paese garantisce al governo l’allineamento tra le attività della start-up e le priorità nazionali. La specialità di MizarVision? Non i satelliti o lo Spazio ma l’intelligenza geospaziale basata sull’intelligenza artificiale.

Gli occhi del Dragone

E quindi cosa fa MizarVision? Acquista immagini da diversi fornitori commerciali come l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Maxar Technologies, Airbus Defence and Space e la costellazione satellitare cinese Jilin-1, oltre che dai proprietari e dai gestori di satelliti privati cinesi. E poi? Rielabora tutto affidandosi all’intelligenza artificiale, analizzando enormi quantità di immagini satellitari e identificando automaticamente apparecchiature che vanno dagli aerei cisterna come il KC-135 ai sistemi di difesa missilistica come il Patriot.

I risultati vengono quindi pubblicati come set di dati di intelligence consultabili. Qualunque Stato ha la possibilità di comprare immagini satellitari disponibili sul mercato. Il punto di forza di MizarVision sta nell’elaborazione tramite intelligenza artificiale: la sua tecnologia trasforma enormi quantità di dati grezzi in informazioni strutturate, organizzate e facilmente consultabili, con collegamenti tra i dati, raggiungendo una rapidità e una scala che un tempo erano possibili solo per grandi agenzie di intelligence nazionali. Il Dragone ha occhi potentissimi nel cielo. E non nasconde di averli.