L’Ia spinge il mercato mondiale dei chip: battaglie di colossi con il centro in Asia

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Il mercato globale dei chip è oggigiorno caratterizzato da un’espansione continua che viene trainata dal boom dell’intelligenza artificiale, nonostante i venti di competizione geoeconomica e la gelata percepita da molti settori dell’economia reale. Le recenti stime di Fortune Business Insights segnalano che dal 2023 al 2024 l’industria globale dei semiconduttori e delle filiere ad essa associate è cresciuta in giro d’affari dell’11,5%, da 611 a 681 miliardi di dollari.

Ia e rivalità Usa-Cina spingono l’industria dei chip

La crescita della corsa dell’Ia e l’inizio di una rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina per dominarne le dinamiche produttive, sia sul fronte dell’hardware che su quello del software, possono scatenare un’ulteriore accelerazione, tanto che secondo la testata i trend di crescita in futuro saranno esponenziali e l’industria crescerà del 14,9% medio annuo fino al 2032, anno in cui il mercato mondiale dei semiconduttori dovrebbe raggiungere la quota-monstre di 2.062 miliardi di dollari, un valore superiore al Pil dell’Italia.

Progetti come Stargate, il maxi-piano varato dall’amministrazione Trump per dominare l’Ia, o la risposta cinese con DeepSeek possono riplasmare ulteriormente questa industria strategica. Così come l’automobile, nel XX secolo, è stato il settore in cui si sono messi in campo i nuovi ritrovati in termini di automazione industriale, strategie manageriali e dinamiche produttive di divisione delle catene del valore e del lavoro tra Paesi e comparti, tanto da farlo indicare come “l’industria delle industrie”, oggi è la frontiera della microelettronica a plasmare, verso il basso e verso l’alto, scenari simili.

Grandi ascese e vertiginose cadute

Sul fronte degli approvvigionamenti, l’industria dei semiconduttori stimola il mercato delle materie prime critiche, delle terre rare e di metalli necessari per i macchinari per la litografia, la produzione degli impianti e l’isolamento delle foundries in cui i chip sono assemblati. Alimenta inoltre un settore strategico come la chimica, mentre a valle l’industria dei chip sfocia nel grande estuario della rivoluzione tecnologica. Ormai, nota Custom Market Insight, “questi chip sono impiegati in varie applicazioni da diversi settori, tra cui elettronica, elettrodomestici, automobili, giochi, assistenza sanitaria, trasporti, energia, energia pulita, sistemi di difesa e intelligenza artificiale. Immaginare un mondo senza semiconduttori equivale a immaginarne uno senza cellulari, computer, televisori, videogiochi, automobili sofisticate, reti wireless avanzate”.

Certo, parliamo di un settore estremamente competitivo e ciclico, in cui devono coesistere capacità d’innovazione, imprenditorialità e continuità dei risultati per alimentare i colossali investimenti necessari ad espandere in sicurezza le produzioni. Il mondo della microelettronica consiste di grandi ascese e rischi di vertiginose cadute. Nell’ultimo anno e mezzo, ad esempio, Nvidia, che produce le più efficienti schede grafiche per l’intelligenza artificiale, è stata sia l’azienda con la maggior espansione borsistica della storia umana sia quella che ha registrato, oltre ai maggiori guadagni, anche le giornate con la peggior performance quotidiana a Wall Street. Un colosso come Intel è stato travolto dalla crisi del suo progetto volto a coniugare progettazione e produzione dei chip in mercati dove i costi erano proibitivi.

La centralità dell’Asia

Al contempo, tre delle prime dieci aziende al mondo per capitalizzazione sono del settore dei chip. Oltre a Nvidia, nella top ten figurano Broadcom, che vende un’ampia gamma di prodotti per data center basati sui semiconduttori con gli annessi servizi gestionali, e la taiwanese Tsmc, l’azienda manifatturiera per eccellenza dell’industria delle industrie del XXI secolo.

Così come l’industria automotive segnalò la centralità di Europa e Usa nell’industria del secolo scorso, oggi il fatto che la metà del mercato globale dei chip sia posizionato in Asia, con un trend destinato a incrementarsi al dilatarsi dei risultati del settore, racconta di un mondo nuovo in cui è l’area del Pacifico occidentale il cuore pulsante dell’economia globale. Dalla Cina alle “tigri” del Sud, dalla Corea del Sud a Taiwan, le fabbriche del futuro sono in Asia. E lo saranno sempre di più negli anni a venire. Anche questo è un frutto della rivoluzione tecnologica in corso e del suo proxy per eccellenza, il volo dell’industria dei chip.