I C-27J Spartan sono piaciuti al Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita che ha ordinato quattro esemplari di questo velivolo da trasporto tattico multiruolo nella sua configurazione Maritime Patrol Aircraft (MPA), da destinare alla Marina saudita. La scelta di Riad conferma l’affidabilità del velivolo, che sta aumentando la sua presenza sulla scena internazionale, operando in venti Paesi nel mondo.
Secondo quanto ha comunicato Leonardo, la flotta globale di questo bimotore ad ala alta, che ha ormai superato le 290.000 ore di volo, conferma il suo valore come una delle piattaforme più versatili della sua categoria, e segna un “passaggio rilevante“, visto che si tratta del primo programma C-27J Spartan che include “l’integrazione di armamenti specifici per missioni marittime“, ampliando ulteriormente il raggio operativo della piattaforma.
L’accordo con Riad ha rafforzato un rapporto industriale già consolidato, e il nuovo lotto di questi pattugliatori marittimi conferma la strategia di sviluppo modulare del programma, basata su investimenti continui per espandere capacità operative, prestazioni e tecnologie di bordo. La variante che verrà acquisita nel 2029 dalla Royal Saudi Naval Force mantiene “tutte le caratteristiche” del C-27J Next Generation, inclusi avionica e sistemi di comunicazione di ultima generazione, progettati per ridurre il carico di lavoro dell’equipaggio e garantire operazioni sicure anche in scenari complessi o ad alta minaccia.
Ma è appositamente configurato per svolgere missioni di pattugliamento marittimo attraverso una suite che integra sensori avanzati per individuare, identificare e tracciare bersagli di superficie e sottomarini, e gli consente di impiegare diversi sistemi d’arma, come siluri leggeri, missili antinave o cariche di profondità. La configurazione armata può trasportare fino a 3.600 kg di carico bellico su sei piloni alari, mantenendo un’autonomia superiore alle nove ore, estendibile tramite rifornimento in volo.
Nonostante questa configurazione specialistica, la cabina può essere rapidamente riconfigurata rimuovendo le consolle e ripristinando la capacità di trasporto, aviolancio o evacuazione sanitaria, una flessibilità che ha già portato il modello a essere impiegato anche dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti in ruoli marittimi.
Come riportato da The Aviationist, emergono ulteriori dettagli tecnici sulla versione Maritime Patrol Aircraft dello Spartan. Il velivolo può montare radar Aesa, sistemi elettro-ottici e infrarossi, apparati Sigint/Elint, rilevatori di anomalie magnetiche e sensori acustici, oltre a lanciatori per boe sonore e segnali di soccorso. L’equipaggiamento dello Spartan, gestito da un massimo di cinque operatori di missione e supportato da collegamenti satellitari che assicurano lo scambio dati continuo con altri asset, punta a garantire capacità di sorveglianza multidominio; e in questo quadro, l’adozione saudita della variante MPA rappresenta non solo un successo commerciale, ma anche la dimostrazione concreta della maturità di una piattaforma progettata per adattarsi a scenari operativi in continua evoluzione, combinando in un unico velivolo sorveglianza, capacità d’attacco e funzioni logistiche.
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