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Fumata bianca tra i cinesi di Lenovo e Nvidia. Il più grande produttore di personal computer al mondo ha annunciato una partnership con il leader statunitense dei chip, con l’obiettivo di sviluppare e fornire infrastrutture di calcolo per l’Intelligenza artificiale su larga scala.

La collaborazione rientra nel programma AI Cloud Gigafactory, pensato per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale ibrida su piattaforme personali, aziendali e pubbliche. Parliamo di un progetto che mira, secondo i due colossi, a rendere più rapida ed efficiente la distribuzione di carichi di lavoro di nuova generazione.

Il presidente e CEO di Lenovo, Yang Yuanqing, ha illustrato la visione dell’azienda delle cosiddette “fabbriche di intelligenza artificiale”, concepite come un nuovo modello operativo per i provider cloud, in grado di distribuire applicazioni di Ai avanzata in modo più veloce e su una scala significativamente più ampia.

“Lenovo e Nvidia stanno spingendo i confini delle fabbriche di intelligenza artificiale a livello di gigawatt, semplificando l’implementazione di infrastrutture su scala cloud che trasferiscono l’intelligenza artificiale in produzione più rapidamente, con maggiore efficienza e prevedibilità”, ha dichiarato Yang in occasione del Tech World @ CES 2026, presso lo Sphere di Las Vegas, davanti a un pubblico di oltre 15.000 persone.

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Distensione tecnologica

“Dato che l’intelligenza artificiale sta trasformando ogni settore, le aziende di ogni Paese costruiranno o affitteranno fabbriche di intelligenza artificiale per produrre intelligenza”, ha replicato il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, affiancato da Yang.

“Lenovo Ai Cloud Gigafactory con Nvidia stabilisce un nuovo punto di riferimento per la progettazione di fabbriche Ai scalabili, consentendo l’implementazione degli ambienti Ai più avanzati al mondo in tempi record”, ha quindi aggiunto Yang, lasciando intendere che l’intelligenza artificiale non è più solo un chatbot nel cloud ma che, al contrario, riguarda sempre più l’hardware e le applicazioni nella vita reale.

Yang ha anche presentato Qira, un sistema di intelligenza artificiale personale progettato per funzionare su Pc, telefoni, tablet e dispositivi indossabili Lenovo e Motorola (pure in background). Non è finita qui, perché in questo clima distensivo – nel bel mezzo delle crescenti tensioni geopolitiche tra Usa e Cina – Lenovo ha anche mostrato il concept degli occhiali Ai, unendosi ad Alibaba e Samsung nel settore, oltre che un dispositivo indossabile con assistente Ai che sta sviluppando nell’ambito del “Progetto Maxwell” e che offrirà a chi lo indossa un aiuto in tempo reale.

Lenovo chiama, Nvidia risponde

A Las Vegas, Yang è stato affiancato da altri protagonisti di primo piano del settore tecnologico, tra cui i Ceo di Intel (Lip Bu Tan), Amd (Lisa Su) e Qualcomm (Cristiano Amon). L’attenzione dell’opinione pubblica si è però concentrata soprattutto sulla partnership con Nvidia.

Il motivo è chiaro: la crescita esponenziale dei carichi di lavoro di intelligenza artificiale in ambito aziendale sta spingendo i fornitori di cloud Ai a realizzare vere e proprie fabbriche di intelligenza artificiale su scala gigawatt, capaci di sostenere applicazioni di Ai agentica con trilioni di parametri, intelligenza artificiale fisica e calcolo ad alte prestazioni (HPC).

In questo contesto, il cosiddetto Time to First Token (Ttft) si sta affermando come un indicatore chiave per valutare la rapidità con cui gli investimenti in capacità di calcolo si traducono in soluzioni di Ai operative.

Il nuovo programma Lenovo-Nvidia punta proprio a ridurre questo tempo a poche settimane, accelerando la realizzazione di infrastrutture Ai su larga scala grazie a componenti pronti all’uso, consulenza specializzata e processi produttivi industrializzati. Un approccio, dunque, che consente ai cloud provider di offrire alle aziende soluzioni di intelligenza artificiale personalizzate e profittevoli, con velocità e dimensioni finora inedite.

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