Le sei Tigri cinesi (più due) dell’Intelligenza artificiale

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Ci sono sei tigri pronte a ruggire. Vengono dalla Cina e sono le cosiddette Six AI Tigers, ovvero i sei campioni nazionali in prima linea nel settore dell’intelligenza artificiale (IA).

Poco note persino agli addetti ai lavori, queste coincidono con Zhipu AI, MiniMax, Baichuan Intelligence, Dark Side of the Moon, Jiepai Xingchen e Lingyi Wanwu. Per dare un’idea del loro peso, le prime quattro della lista sono attualmente valutate oltre 20 miliardi di yuan ciascuna, ovvero circa 2,7 miliardi di dollari.

Ci sono poi altri due player leggermente più piccoli ma con gli artigli affilatissimi: DeepSeek e Model Best. L’opinione pubblica occidentale ne ha conosciuta una da vicino quando, pochi giorni fa, la balenottera blu di DeepSeek ha fatto irruzione alle nostre latitudini proponendo modelli di IA generativa avanzatissimi e open source.

È solo l’inizio, almeno a giudicare quel che bolle nella pentola del Dragone che, tra finanziamenti vari e massicci investimenti riversati nel campo dell’intelligenza artificiale, sta ora assistendo al momento di gloria dei suoi unicorni. Pronti a infilzare i concorrenti d’oltre oceano e a stravolgere il mercato dell’IA.

Le tigri cinesi dell’intelligenza artificiale

In Cina il 2024 è coinciso con un periodo di rapido progresso nel campo dell’intelligenza artificiale generativa. Dopo più di un anno di intensa competizione in termini di potenza di calcolo e finanziamenti in quella che è stata definita la “battaglia dei cento modelli“, sono emerse sei startup unicorno attive nell’IA. DeepSeek? È solo un cucciolo di tigre in confronto alle altre…

Prendiamo Zhipu AI, una delle prime start-up di intelligenza artificiale generativa della Cina. È stata fondata cinque anni fa, è sostenuta da una vasta gamma di investitori ed è in qualche modo legata alla Tsinghua University. Zhipu AI ha lanciato il primo modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) pre-addestrato e sviluppato autonomamente in Cina nell’agosto 2022. Oggi può contare su quasi 1.000 dipendenti, 25 milioni di utenti per la sua app chatbot, ChatGLM, e su un fatturato annuo superiore a 10 milioni di yuan.

MiniMax è invece stata fondata da alcuni veterani dello sviluppatore di tecnologia AI SenseTime e, secondo la rivista Caixin, genera 70 milioni di dollari di entrate ricorrenti annuali derivanti da pubblicità e abbonamenti relativi alle sue tre app: Talkie, Hailuo AI e Xingye AI.

Le altre stelle nascenti includono Baichuan AI, Moonshot AI, Stepfun e 01.AI. Concentrandosi sulle applicazioni di modelli di grandi dimensioni in settori quali sanità, istruzione e finanza, Baichuan AI ha iniziato la sua commercializzazione circa sei mesi fa. 01.AI è stata fondata da Kai Fu Lee, ex capo di Google Cina, mentre Stepfun è nata da Jiang Daxin, ex veterano di Microsoft. Moonshot è stata lanciata nel 50esimo anniversario di The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, l’album preferito di uno dei co-fondatori, Yang Zhilin, che ha anche ispirato il nome dell’azienda.

La sfida agli Usa

Queste startup devono tuttavia ancora affrontare sfide notevoli, a partire dalle restrizioni statunitensi sui chip avanzati che limitano l’accesso della Cina alla potenza di calcolo essenziale. Le aziende cinesi di intelligenza artificiale sono infatti ancora indietro rispetto ai concorrenti internazionali, sia in termini di risorse di elaborazione che di finanziamenti.

Per intenderci, mentre le principali società cinesi si affidano mediamente a migliaia di unità hardware – come GPU o chip specializzati – per alimentare i loro modelli di AI, quelle Usa, come OpenAI e xAI di Elon Musk, stanno costruendo cluster di elaborazione con 100mila unità. Non è finita qui, perché le startup cinesi dell’IA – questo vale per tutti i settori hi-tech – devono prima sopravvivere alla durissima concorrenza interna, dove dominano i colossi nazionali della tecnologia.

Alibaba, Tencent, Baidu e ByteDance, per esempio, hanno a loro volta lanciato modelli di AI e una gamma di applicazioni. In attesa di capire quale tigre riuscirà a resistere nella maratona dell’IA, la loro ambizione è sempre chiara. “Una volta che le aziende cinesi domineranno a livello locale saranno ben posizionate per espandersi a livello globale, soprattutto nelle applicazioni aziendali, forse prima degli Stati Uniti”, ha dichiarato Qi Ruifeng, co-fondatore, 01.AI.