Le organizzazioni delle Nazioni Unite stanno prendendo con sempre maggiore serietà la questione della sicurezza informatica e digitale nel mondo. Il 21 maggio scorso è giunto a compimento l’edizione del Wsis (World Summit on the Information Society) dell’Onu, evento che rappresenta l’annuale convocazione degli “Stati generali” sulla tecnologia da parte di una serie di agenzie legate al Palazzo di Vetro, tra cui Itu, l’Agenzia per le telecomunicazioni, Unesco, Undp e Unctad.

Presieduto da Maxim Parshin, viceministro della Federazione russa delegato alle politiche di comunicazione e digitalizzazione, il comitato organizzatore del forum Wsis ha spinto perchè quest’anno l’evento affrontasse le tematiche della sicurezza informatica e cybernetica, della creazione di competenze digitali diffuse a livello sociale, del trasferimento intellettuale dai settori tradizionali a quello a più alto tasso di sviluppo tecnologico e della governance etica dell’innovazione in una fase di impetuoso sviluppo. Resa ulteriormente complessa dagli effetti a tutto campo della pandemia di Covid-19 sulle società a economia avanzata, che hanno aumentato la centralità della tecnologia nelle nostre esistenze.

Negli anni il forum Wsis si è consolidato come uno degli appuntamenti chiave per coordinare le strategie sulla tecnologia di attori di diversa provenienza, afferenti sia al settore privato che a quello pubblico, per permettere un proficuo scambio di conoscenze e competenze, la creazione di network professionali e il confronto di idee. Strategie funzionali a creare un’agenda condivisa per un uso consapevole e strategico della tecnologia, da mettere al sicuro da minacce sistemiche.

Agenda di cui anche la politica sente sempre più la necessità. “La pandemia di coronavirus ha gravemente colpito le nostre vite e l’economia mondiale. Il ruolo vitale delle tecnologie digitali per mantenere in vita l’economia sono state immediatamente evidenti“, ha fatto notare al webinar interministeriale Wsis Anna Ascani, sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico nel governo Draghi. “Oggi possiamo dire che la digitalizzazione è senza dubbio uno strumento essenziale per la ripresa delle nostre società. Ora che i nostri paesi stanno investendo per riprendersi dagli immensi danni che abbiamo subito, è fondamentale migliorare la connettività ed eliminare il digital divide”.

L’incidenza crescente dei servizi di tecnologia informativa e comunicativa (Ict) nelle società avanzate e la pandemia hanno reso sempre più importante lo sviluppo di sistemi in grado di rispondere a minacce all’operatività delle reti, a furti di dati, a incursioni di attori ostili nei software e data center operate attraverso malaware e ransomware, ma anche di unire l’innovazione ai fondamentali obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale. Evitando che i nuovi algoritmi, i nuovi equilibri lavorativi dell’era tecnologica fondati sullo sdoganamento dello smart working e i nuovi rapporti di forza schiaccino il fattore lavoro da un lato e permettendo un’efficace coniugazione tra diffusione di nuove tecnologie e efficienza energetica dall’altro.

Gli organizzatori del Wsis 2021 hanno dunque voluto manifestare il loro sostegno alle esperienze di punta che si stanno manifestando su scala globale per garantire un uso inclusivo e socialmente proficuo delle nuove tecnologie premiando i progetti più interessanti in materia. Il premio Wsis mira ad sensibilizzare le comunità di tutto il mondo ad un uso corretto e sostenibile delle Tlc. Quest’anno sono stati presentati 1.270 progetti e soltanto 72 sono stati selezionati come vincitori. Due società italiane sono entrate fra i “campioni” dell’Ict mondiali. Si tratta di Pedius e 3Bee. La prima ha vinto nella categoria E-Employement per i sui servizi di facilitazione allo smart working per i lavoratori non udenti, che in Italia utilizzano aziende quali Tim e Enel. La seconda è una start-up che fornisce servizi agli apicoltori, fornendo tecnologie e dispositivi IoT per controllare da remoto gli alveari e offrendo una piattaforma digitale per la vendita del miele volta a favorire piccoli produttori in un mercato complesso.

Sul fronte dell’accesso alla comunicazione altri premi sono stati degni di nota. Nokia, nota Corriere Comunicazioni, ha vinto un premio importante per l’accesso alla tecnologia: “Nokia e Unicef hanno unito le forze per portare connettività e materiali e competenze per l’apprendimento digitale in aree del Kenya non collegate e poco servite. Il programma è particolarmente vantaggioso per ragazze, bambini disabili e insegnanti”. Il governo dell’Arabia Saudita è stato invece premiato per i suoi progetti di distribuzione gratuita del wi-fi alla popolazione parte del piano Saudi Vision 2030 e realizzati dalle società Stc, Mobily e Zain.

In campo securitario invece l’importante attore cinese Zte ha dimostrato di essere un gruppo sempre più all’avanguardia. Zte ha vinto con il sistema Advanced Persistent Threat (APT) Attack Detection and Prevention nella categoria “Building Confidence and Security in the Use of Icts“. Il sistema è in corso di sviluppo da anni e basa su approfondite tecniche di analisi dinamica del software che rafforzano il principio di security by design su cui si fonda l’azione del gruppo. Nell’ottobre 2020 l’Itu ha riconosciuto le strategie Zte di contrasto ai malaware sconosciuti come primo standard globale pienamente operativo.

In sostanza, l’Onu riconosce la necessità di garantire in forma olistica e omnicompensiva la sicurezza degli asset digitali nell’era complessa del mondo globale. Sicurezza e tutela delle reti vanno di pari passo con un approccio umanocentrico alla tecnologia che sappia mettere quest’ultima al servizio dell’attività sociale, economica e produttiva delle collettività e creare valore condiviso in termini che esulino il mero ritorno produttivo. E eccellenze come quelle premiate dal Wsis dimostrano che non è solo in termini di efficienza economica che si può valutare l’influenza dell’innovazione nelle nostre vite.

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