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Il fronte cyber della guerra¬†russo-ucraina √® prossimo a surriscaldarsi? Lo temono le intelligence dell’Anglosfera, consce dell’eventualit√† che nel quadro di una guerra sempre pi√Ļ¬†senza limiti¬†Mosca potrebbe muoversi contro i Paesi occidentali che sostengono Kiev come ritorsione contro le forniture d’armi, le sanzioni commerciali, gli embarghi energetici.

Cinque Paesi alleati inclusi gli Stati Uniti hanno messo in guardia l’Occidente su possibili attacchi cibernetici da parte della Russia contro gli Stati che appoggiano l’Ucraina. Secondo quando il¬†Guardian¬†ha potuto apprendere, i membri della rete multinazionale di intelligence Five Eyes (Australia, Usa, Regno Unito, Nuova Zelanda e Canada) sono certi che Mosca √® pronta a mettere in campo i suoi hacker e potrebbe coinvolgere anche gruppi criminali specializzati in attacchi informatici per colpire governi, istituzioni e imprese. “L’intelligence indica che il governo russo sta esplorando opzioni per potenziali attacchi informatici”, ha affermato la rete sottolineando che una simile operazione sarebbe in risposta alle sanzioni imposte contro la Russia dall’Occidente e all’invio di armi all’Ucraina.

Le intelligence del Five Eyes ritengono che la Russia possa agire in diversi modi: attacchi alle reti informatiche dei Paesi definiti “ostili”, furti di dati per compromettere l’oeprativit√† di istituzioni e imprese, attacchi DDos volti a paralizzare l’operativit√† dei server, utilizzo di malaware e ransomware¬†per recuperare parte delle risorse strappate dalle sanzioni e via dicendo. Nel quadro della¬†guerra senza limiti¬†che si combatte in rete, chiaramente, l’utilizzo di gruppi criminali parastatali pu√≤, in questo contesto, imporre un sostegno esterno a operazioni guidate direttamente dall’intelligence o dalle forze armate russe. Secondo¬†Il Sole 24 Ore,¬†dei 50 maggiori gruppi di cyberattivisti “anarchici” simili ad Anonymous al mondo, ben 14 supportano il Cremlino: “Oltre al gruppo Conti, di cui si √® parlato nei giorni scorsi come principale oppositore di Anonymous che sostiene Kiev – al cui interno per√≤ ci sarebbe una spaccatura – nelle liste pro Mosca ci sono il gruppo Free Civilian, Coming Project, Sandwarm, Ghostwriter, quest‚Äôultimo riconducibile alla Bielorussia”. Tutti asset capaci di sostenere un’eventuale offensiva cyber come quella¬†che il 24 febbraio ha inaugurato l’operazione contro l’Ucraina e che in futuro pu√≤ rivolgersi contro l’Occidente.



Che bersagli possono essere ritenuti pi√Ļ vulnerabili? Le¬†reti energetiche,¬†in primo luogo, che sul fronte dell’ibridazione tra digitalizzazione e maggiore complessit√† strutturale tecnologica presentano un perimetro d’attacco ampio e sono un obiettivo strategico e simbolico mentre Mosca teme l’embargo energetico. Ma anche le reti di telecomunicazione e le aziende strategiche: gli operatori dei trasporti, della logistica, dell’industria pesante e della Difesa che a vario titolo partecipano allo sforzo di rifornimento della resistenza ucraina possono essere ritenute un bersaglio chiaro. “L‚Äôefficienza cyber √® dunque a tutti gli effetti un‚Äôarma di cui dotare il proprio arsenale e, d‚Äôaltro canto, √® sempre pi√Ļ necessario alzare l‚Äôattenzione preparando una difesa su pi√Ļ fronti‚ÄĚ,¬†ha fato notare pochi giorni dopo l’inizio del conflitto Corriere Comunicazioni. Un altro bersaglio plausibile sono le¬†istituzioni pubbliche, i data center, le strutture di cloud. Un’operazione cyber si struttura come componente di un’offensiva in profondit√† che, nel caso di un braccio di ferro tra Russia e Occidente, avrebbe l’obiettivo di portare la guerra anche nel territorio ibrido della tecnologia e far aumentare il costo del sostegno euroatlantico all’Ucraina.

La guerra cyber avrebbe anche l’effetto di svolgere un ruolo di controffensiva economica alle sanzioni. Guerra cyber e guerra economica sono dunque come un vero e proprio Giano Bifronte, in questa fase. L’onorevole del Partito Democratico¬†Alberto Pagani, intervenendo alla presentazione del volume “Intelligence Finanziaria” a Palazzo Theodoli nella giornata del 20 aprile, ha sottolineato di ritenere “importante, in questo particolare momento di crisi e di guerra economica causata dal conflitto tra Ucraina e Russia, che il mondo accademico sia propositivo in materia di¬†intelligence economico-finanziaria. √ą necessario potenziare il nostro sistema complessivo, come √® stato fatto per la cyber security, con la creazione di un’agenzia nazionale”, mostrando la necessit√† di ibridare le diverse tipologia di difesa dalle minacce non convenzionali.

Pagani, uno dei massimi esperti nella politica italiana di tematiche legate al cyber e alla sicurezza nazionale ed √® attualmente capogruppo dem alla Commissione Difesa di Monetcitorio, parlando con Inside Over,¬†poco dopo lo scoppio della guerra aveva sottolineato la necessit√† di promuovere in Paesi come l’Italia la nascita di cultura della sicurezza cyber a ogni livello. ‚ÄúQuesto vale‚ÄĚ, secondo Pagani, ‚Äúper gli enti e le organizzazioni che forniscono servizi essenziali” e che sarebbero messi sulla linea del fronte da un cyberattacco. In quest’ottica, i Five Eyes dettano la linea: cautela, attenzione e prevenzione, nella consapevolezza che Mosca pu√≤ agire sul ventre molle dell’Occidente, ovvero le reti su cui si distribuisce buona parte dell’attivit√† economica, sociale e securitaria del nostro sistema. E dato che l’allarme viene da chi da mesi¬†guarda a vista¬†le mosse di Mosca, √® sicuramente doveroso prestarvi attenzione. Per non farsi trovare impreparati a una possibile esplosione di una nuova fase della guerra senza limiti con epicentro l’Ucraina.

 

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