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Tecnologia

La grande sfida dell’IA: la sostenibilità ambientale

In un recente articolo uscito su Il Sole24Ore, il giornalista Biagio Simonetta, scrivendo dell’impatto dei Data Center essenziali per il funzionamento dell’IA in Irlanda, ha parlato di “intelligenza energivora”. A Dublino, infatti, i Data Center consumano più energia rispetto a...

In un recente articolo uscito su Il Sole24Ore, il giornalista Biagio Simonetta, scrivendo dell’impatto dei Data Center essenziali per il funzionamento dell’IA in Irlanda, ha parlato di “intelligenza energivora”. A Dublino, infatti, i Data Center consumano più energia rispetto a tutte le abitazioni presenti.

La grande sete dell’IA

Su InsideOver, già diversi mesi fa anche Manuele Avilloni aveva affrontato il tema della sostenibilità ambientale di fronte alla sfida delle nuove tecnologie, con un articolo dal titolo emblematico: “la grande sete dell’Intelligenza artificiale”. In questo articolo, Avilloni rifletteva su quanta inconsapevolezza diffusa vi sia da parte degli utenti (milioni di utenti) che utilizzano sistemi di Intelligenza artificiale.

“L’IA – si legge nell’articolo – è infatti direttamente coinvolta nelle emissioni di carbonio per l’utilizzo di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili ed è inoltre responsabile dell’utilizzo di milioni di litri di acqua dolce (priva di batteri e impurità) necessaria per raffreddare componenti elettronici nei data center. […] Nella città di The Dalles, Oregon (US), zona più volte colpita dalla siccità, il consumo di acqua dei tre data center di Google, è pari a 355 milioni di litri di acqua, che corrisponde a circa il 29% del consumo totale della città”.

Consapevolezza istituzionale

Una presa di coscienza in tal senso sembrano averla presa le istituzioni. Lo scorso 13 marzo è stato approvato dalla Commissione Europea l’AI Act, legge che entrerà in vigore nel 2025, in cui si stabilisce che i modelli di alimentazione dell’IA siano più trasparenti di quanto non siano al giorno d’oggi, specificando il consumo di energie e il loro impatto.

Lato prettamente italiano, giorni fa è stato pubblicato dal Governo il testo della Strategia italiana per l’intelligenza artificiale, 38 pagine in cui un comitato di esperti fa il punto sulla situazione attuale rispetto all’utilizzo e alla comprensione dell’IA in Italia, gli sviluppi futuri e le numerose criticità dovute a una generalizzata mancanza di cultura digitale. Al netto di tutto questo, un aspetto importante affrontato in diverse occasioni all’interno del documento è proprio quello della sostenibilità ambientale.

Al momento l’Italia non ha presenti sul suolo nazionale dei Data Center, né è ancora mai stata sviluppata un’intelligenza artificiale made in Italy, tuttavia, vista la prospettiva di adeguarsi in un prossimo futuro per non perdere il treno della competitività, l’imperativo categorico è quello di sviluppare infrastrutture tecnologiche che abbiano un impatto sostenibile e tutelino l’ambiente.

Certamente una sfida. Certamente una necessità, a meno di non voler sacrificare la salute del nostro pianeta sull’altare del progresso tecnologico.

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