Al fine di dare maggiori opportunità ai piccoli produttori del caffè in Kenya, Spartan Tech, una start up milanese specializzata nello sviluppo di soluzioni blockchain, ha realizzato una piattaforma per la tracciabilità della filiera del caffè kenyano di qualità Arabica. Il progetto è stato possibile grazie al bando indetto da E4Impact, con il patrocinio dell’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo e il Ministero dell’Agricoltura del Kenya.
A spiegare ad InsideOver come funziona la tecnologia blockchain sono stati i 4 azionisti di riferimento di Spartan Tech, Paul Renda (CEO), Pietro Gorgazzini (Chief Innovation Officer CIO), Erik Somaschini (Chief Marketing Officer CMO) e Alan Torrisi (Chief Tecnology Officer CTO). “La tecnologia blockchain è un registro decentralizzato, pubblico e immutabile che garantisce la massima trasparenza delle informazioni scritte” spiegano. In sostanza, grazie alla sua struttura reticolare, questa nuova tecnologia permette a chiunque, da qualsiasi parte del mondo, di mettere a disposizione la potenza di calcolo del suo computer o del suo smartphone, diventando un nodo della rete.
Ma come si applica questo alla produzione del caffè? “In Spartan Tech”, precisa Erik Somaschini, abbiamo scelto di non entrare nel mondo degli NFT e delle criptovalute, ma di utilizzare la blockchain come infrastruttura per la tracciabilità di filiera. In questo senso, abbiamo applicato la nostra app di tracciabilità più evoluta, Propagate®, per implementare un sistema che permette alle cooperative del caffè di tracciare i singoli agricoltori e i loro processi agricoli. Questo consente ai mercati di avere una carta d’identità digitale per ogni lotto di caffè, garantendo la qualità e valorizzando la produzione locale”.
Nella realizzazione del progetto, però, sono state affrontate diverse sfide, come “la scarsa digitalizzazione e il limitato accesso a internet”, che sono stati i due ostacoli principali. È stato quindi necessaria un’ottimizzazione della tecnologia e l’impiego di “operazioni locali per consentire a degli incaricati di raccogliere e caricare periodicamente i dati su internet nelle zone dove la rete non era disponibile”.
Per comprendere meglio i vantaggi di questa tecnologia bisogna pensare che “prima dell’implementazione della blockchain, il tracciamento del caffè avveniva principalmente tramite documentazione cartacea e database locali, il che comportava un alto rischio di errori e manipolazioni. Con la blockchain, ogni passaggio del processo produttivo viene registrato in modo sicuro e immutabile. Ad esempio, ogni volta che il caffè viene raccolto, elaborato o trasportato, queste informazioni vengono registrate su un ledger distribuito che può essere consultato in tempo reale da tutti gli attori della filiera. Questo non solo riduce il rischio di frodi, ma aumenta anche la fiducia dei consumatori nella qualità e nell’origine del prodotto che acquistano”.
AL momento sono 30.000 i produttori coinvolti, selezionati “direttamente dalle nostre controparti, ovvero il governo locale e le istituzioni collegate al Ministero dell’Agricoltura. Abbiamo collaborato strettamente con queste entità per garantire che i produttori scelti fossero rappresentativi delle diverse realtà agricole del Kenya e che fossero pronti ad adottare e beneficiare delle tecnologie di tracciabilità basate su blockchain”.
Inoltre, la tecnologia blockchain contribuisce significativamente alla sostenibilità economica dei piccoli produttori di caffè, poiché “garantisce la trasparenza e l’immutabilità delle informazioni riguardanti l’intero processo produttivo, dalla coltivazione alla distribuzione. Questo permette ai produttori di dimostrare l’origine e la qualità del loro caffè, ottenendo così prezzi più equi sul mercato”. Inoltre, grazie alla tracciabilità completa offerta dalla blockchain, “i piccoli produttori possono accedere a nuovi mercati internazionali che richiedono standard elevati di qualità e trasparenza. La fiducia dei consumatori e dei buyer aumenta, il che porta a relazioni commerciali più solide e a lungo termine. Questo supporto alla reputazione dei produttori locali si traduce in una maggiore stabilità economica e in opportunità di crescita”.
Il progetto ha a cuore anche la sostenibilità ambientale. Infatti, “attraverso la certificazione della qualità delle produzioni africane di caffè, miriamo ad accorciare fisicamente la catena di approvvigionamento del prodotto, spostandola, per quanto possibile, dal Sud America alla vicina Africa. Questo cambiamento riduce i tempi di trasporto, l’utilizzo di carburante e, di conseguenza, le emissioni di CO2. In sintesi, interveniamo direttamente sulla logistica per rendere l’approvvigionamento di caffè, di cui siamo grandi consumatori in Italia e in Europa, più sostenibile”.
L’obiettivo è quello di “estendere l’applicazione di Propagate®️ ad altre filiere agricole, oltre al caffè, per includere prodotti come il cacao, il tè e le spezie. Questo permetterà di migliorare la tracciabilità e la trasparenza in molteplici settori, aumentando il valore e la fiducia dei consumatori”.
Un’altra area di sviluppo riguarda “l’espansione della nostra piattaforma a livello globale, collaborando con governi, istituzioni e organizzazioni internazionali per standardizzare e diffondere l’uso della blockchain nella tracciabilità alimentare. Questo non solo porterà benefici economici e ambientali, ma contribuirà anche a creare un sistema alimentare più equo e trasparente”.
Anche da parte dei produttori è stato notato “un miglioramento nella fiducia dei buyer e dei consumatori, il che ha portato a relazioni commerciali più stabili e prezzi più equi per i loro prodotti”. Tuttavia, le difficoltà iniziali non sono mancate, “come la necessità di formazione per comprendere e utilizzare la nuova tecnologia. In risposta, abbiamo implementato sessioni di training e supporto continuo per assicurare che i produttori potessero sfruttare appieno i benefici del sistema”. Un altro punto sollevato riguardava la connettività nelle aree remote. Questo ha spinto la Spartan Tech a “sviluppare soluzioni tecniche che permettessero la raccolta e l’upload dei dati anche in assenza di una connessione internet stabile, garantendo così la continuità e l’affidabilità della tracciabilità”.
La tecnologia è di fatto adottabile in ogni settore industriale, agricolo o dei servizi. Spartan Tech è già leader in Italia nella tecnologia per la certificazione documentale dei crediti da ecobonus avendo creato la prima piattaforma nativa in Blockchain, LifeCredit, relizzata in collaborazione con Lifegate, nonché TrackCredit la soluzione che invece si occupa di consentire un trading certificato in BC di crediti. “Nello specifico, pro futuro, stiamo ragionando sul tracking di un’altra produzione agricola strategica e in grande crescita. Anch’essi tipicamente importati dal Sud America. Insomma la sfida è sostenere l’Africa e contribuire ad accorciare le catena di approvvigionamento alimentare”.
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