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(Barcellona) Sono in larga parte giovani, trentenni o poco meno, provengono da tutta Europa e da diversi Paesi del mondo con un comune obiettivo: mostrare il ruolo di linguaggio comune dell’innovazione tecnologica. Sono i giovani innovatori e imprenditori che al Mobile World Council di Barcellona, in un’edizione caratterizzata dal forfait di gruppi di primaria grandezza come Google e Lenovo, mettono in scena le loro creazioni e le opportunità offerte in campo di business dalle nuove frontiere del 5G, dell’intelligenza artificiale, dell’internet delle cose, del cyber.

In diversi Paesi del mondo l’innovazione e la ricerca dell’efficienza nella produzione, nell’erogazione dei servizi, nelle forniture energetiche, nella creazione di relazioni tra i cittadini e gli enti pubblici sono diventati un driver per una nuova forma di sviluppo. Metodi di finanziamento come il crowdfunding aiutano i giovani innovatori a reperire risorse in autonomia, e diversi Stati hanno promosso strategie nazionali per la crescita e lo sviluppo di start-up innovative. Il progetto Israel Start-Up Nation del governo di Tel Aviv è sicuramente uno dei più noti in tal senso.

Camminando per i padiglioni della fiera di Barcellona in cui il Mwc si svolge si incontrano molti esempi di giovani start-up e imprese che puntano a giocare un ruolo da protagoniste nella corsa globale dell’innovazione. Sono attive in ogni settore, portando una nicchia di tecnologizzazione laddove è difficile immaginare possa aprirsi. Martin Vaibar è austriaco e a Barcellona porta IoTWatch, una giovane azienda specializzata nella misurazione dei microclimi in agricoltura, come la temperatura e l’umidità, per monitorare raccolti e coltivazioni e ottimizzare i tempi di intervento per l’irrigazione e la distribuzione dei pesticidi in modo tale da massimizzare i raccolti.

Dall’agricoltura all’ambiente al mondo della cultura e degli eventi il passo è più breve di quanto sembri: restando nel novero dei Paesi europei, al Mwc incontriamo la greca InnovExpo, che realizza interfacce su sistemi multicanale per musei e fiere, aumentando la profondità di una visita utente. Col Progetto Archimede la Grecia da tempo sta puntando fortemente sull’innovazione per il rilancio del sistema economico nazionale colpito dalla crisi dello scorso decennio. Il modello? In Europa senz’altro quello dell’Estonia. Nazione “start-up” per eccellenza, in cui il 99% dei servizi pubblici del Paese sono disponibili via web, quasi un terzo dei cittadini vota digitalmente e il 71% del Pil viene da aziende del settore. Tallin è presente in forza a Barcellona, e al suo fianco sono attivi i giovani “talenti” del resto del Vecchio Continente. La serba Unicom, una delle aziende emergenti in scena a Barcellona, si concentra sulla cybersicurezza integrata per fornire prevenzione e risposta in modalità smart ai rischi di furti di dati e alle minacce reali e presunte ai sistemi informativi.

Il clima attorno all’evento è dinamico e permette di incontrare anche realtà esterne al Vecchio Continente. Tpay è una di queste. Società basata tra l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti, Tpay unisce le prospettive della finanza innovativa alle tecnologie più d’avanguardia per offrire la possibilità di rapidi trasferimenti di denaro e scambi di risorse nei Paesi compresi tra l’Africa, il Medio Oriente e la Turchia. Si tratta di un contesto in cui la digitalizzazione delle trasmissioni funge da tecnologia abilitante per la creazione di nuove opportunità per cittadini e lavoratori di Paesi in via di sviluppo o con gravi carenze strutturali. Non dimentichiamo che gli studi dei Nobel per l’Economia 2019, Abhijit Banerjee e Esther Duflo, sono stati focalizzati proprio sui fenomeni che creano o, al contrario, inibiscono la povertà, e l’accesso ai mercati per i cittadini e gli aspiranti imprenditori dei Paesi in via di sviluppo è ritenuto tra i possibili lenitivi per redimere situazioni di indigenza sul medio-lungo termine.

Che si tratti di nuovi strumenti, dell’innovazione profonda di settori già esistenti o dell’adattamento di pratiche consolidate a contesti in cui non sono ancora pienamente sviluppate l’innovazione in scena al Mwc di Barcellona è sistemica e a tutto campo. Il paradigma dominante è quella dell’open innovation volta a creare ecosistemi e a risolvere problemi pratici sviluppando start-up sempre più specializzate e attente a crescere con la pratica dell’apprendimento continuo che le nuove tecnologie consentono di controllare. A Barcellona va in scena, nei giorni del Mwc, quella che è la dimostrazione della frontiera pressoché infinita della creatività umana.