La geopolitica della corsa allo spazio
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Il programma Apollo è stato l’apice della Corsa allo spazio, con oltre 400000 ingegneri e scienziati al lavoro per 11 anni affinché 12 astronauti atterrassero sulla Luna. Tuttavia, il programma ha avuto fine nel 1972 e da allora molte cose sono cambiate.

Oggi, i nostri smartphone hanno una memoria ed una velocità un milione di volte superiori rispetto a quelle dei computer che la NASA ha utilizzato per mandare quei 12 astronauti sulla Luna. Quei vecchi computer non solo valevano 3,5 milioni di dollari ciascuno, ma erano anche più o meno grandi quanto un’automobile. Nel 1972 c’erano soltanto 187 satelliti in orbita, mentre ora ce ne sono più di 4000. Una tale connessione ha permesso lo sviluppo delle applicazioni mobili. Migliaia fra le app più popolari – soltanto per citarne alcune: Facebook, Whatsapp, Uber, Google Maps, app per le previsioni meteorologiche e Tripadvisor – contengono codici per la condivisione della posizione.

Il cambiamento più significativo, però, è che ora lo spazio è aperto agli affari. Non è facile capire quando esattamente sia avvenuta la transizione dalle attività spaziali scientifiche a quelle commerciali, ma esistono due importanti eventi che credo risultino significativi per la storia dello spazio moderno.

Il primo tra questi eventi è stata la fondazione nel 2000 dell’azienda americana MirCorp grazie all’idea di un gruppo di entusiasti dello spazio delusi dalla cancellazione da parte di Richard Nixon del programma Apollo. La missione dell’azienda era quella di prendere in affitto la stazione spaziale russa MIR per far viaggiare astronauti privati utilizzando i razzi russi chiamati Soyuz.

Al tempo, la stazione spaziale MIR era rimasta disabitata per parecchi mesi, così la MirCorp aveva pagato due cosmonauti russi per eseguire lavori di manutenzione nella stazione e farla trovare pronta per il suo primo cliente, l’imprenditore Dennis Tito. Sfortunatamente, stando alle parole della MirCorp, “i primi investitori non avevano programmato ulteriori finanziamenti per il futuro. La pressione politica della NASA avversa all’iniziativa era di tipo sia privato che pubblico, e si decise di porre fine al progetto”. Così, nel 2001 la stazione spaziale MIR venne smantellata fuori orbita ed abbattuta nell’Oceano Pacifico. Il viaggio della MirCorp è raccontato in maniera dettagliata nel documentario “Orphans of Apollo”.

Sebbene la MirCorp non fu in grado di portare a compimento la propria missione, aprì una nuova finestra di possibilità commerciali e di marketing nell’infrastruttura spaziale. E questo ha creato un precedente per i progetti intrapresi oggi. Per esempio, la compagnia Space Entertainment Enterprise è attualmente al lavoro con Tom Cruise per dare vita ad uno studio cinematografico nello spazio entro il 2024.

Il secondo evento che ha sensibilmente aperto la strada agli affari nello spazio è stata la costruzione dei razzi Falcon da parte della SpaceX, grazie al supporto del Commercial Program della NASA, che puntava a ridurre i costi ingaggiando compagnie private affinché avessero accesso allo spazio e non venisse permesso più soltanto alla NASA di costruire ed operare i razzi.

Tuttavia, il successo di SpaceX fu preceduto “dalla pura forza del sangue e del sudore”, vogliono ricordare alcuni impiegati. Agli inizi dell’agosto 2018 Elon Musk aveva lanciato tre razzi nello spazio fallendo per tre volte consecutive, un investimento personale da 100 milioni di dollari che stava per andare in fumo, ed un’azienda che era ormai continuamente pubblicamente screditata dai più potenti imprenditori aerospaziali, decisi a proteggere i loro interessi multimiliardari.

Eppure, soltanto tre settimane dopo il terzo lancio fallimentare, la SpaceX ha fabbricato, integrato e lanciato con successo il Falcon1, non soltanto il razzo più economico, ma anche il più sostenibile ed affidabile. Per fare un confronto, il costo per kg di un razzo spaziale nel 1990 era di 6500 dollari, mentre oggi non è più alto di 1500 dollari al kg quando si utilizza il Falcon Heavy.

Oggi l’industria spaziale è un settore collaborativo ed interdisciplinare, ricco di attività ed opportunità professionali. Sebbene siano ancora gli ingegneri ad occuparsi dei carichi pesanti, l’industria necessita di imprenditori, contadini, avvocati, dottori, architetti, chef, artisti, esperti in comunicazione e altri ancora, così da poter portare lo spazio al livello successivo.

Se vogliamo stabilire in modo permanente una presenza umana al di fuori del nostro pianeta, abbiamo bisogno di replicare almeno alcune delle nostre attività fondamentali. Questo significa che avremo bisogno di architetti per la costruzione di habitat sostenibili sulla Luna o su Marte, e per espandere la nostra presenza nello spazio avremo bisogno di dottori e biologi che studino gli effetti della riproduzione in microgravità.

Per stabilire le regole di una coesistenza armoniosa nello spazio, ci sarà bisogno di avvocati che ci aiutino a stabilire queste regole, non solo per l’interazione sociale ma anche per gli scambi commerciali. Saranno necessari scienziati alimentari e chef per coltivare e preparare il cibo nello spazio, nutrizionisti per calcolare la dieta perfetta affinché possiamo sopravvivere con risorse limitate. E, ovviamente, anche l’arte e l’intrattenimento saranno indispensabili, insieme a molte altre cose.

Il futuro si sta avvicinando. Lo spazio è ora aperto al pubblico e ha bisogno delle nostre abilità per decidere quale sarà la nostra prossima tappa.

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