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Affrontare la nuova e crescente minaccia dei droni, che recentemente ha riguardato anche basi e installazioni della Nato e dell’industria della Difesa in Europa, è oramai una priorità sempre più impellente delle reti di difesa che, attualmente, sono concentrate su tattiche basate su schemi di difesa passiva, combinazioni di guerra elettronica mirata, e sistemi d’arma che spaziano dai missili a particolari fucili che combinano la capacità dei jammer per disturbare il segnale che guida il drone sull’obiettivo, e l’energia cinetica del munizionamento convenzionale usata per abbattere un drone che rappresenta una seria minaccia o semplicemente ha raggiunto una distanza estremamente ravvicinata.

Per rispondere a queste esigenze della Difesa moderna, ELt Group ha lanciato “Karma“, acronimo di Kinetic Anti-dRone Mobile Asset, un sistema Counter-Uas rapidamente dispiegabile in configurazione mobile o fissa, in grado di rilevare, riconoscere e identificare gli Unmanned Aerial System, comunemente noti come “droni”, di classe 1 e 2. Il sistema è in grado di riconoscere la minaccia guidata da remoto grazie all’impiego dell’Intelligenza artificiale che, attraverso l’applicazione di algoritmi, aumenta l’efficacia dei sensori e degli effettori a bordo. Questo rende il sistema estremamente performante.

Dopo il sistema Virgilius e il sistema “Adrian”, Anti-drone Interception Acquisition Neutralization, il gruppo che figura tra i leader mondiali nello sviluppo dei sistemi di difesa elettronica, ha progettato Karma con l’obiettivo di “garantire la protezione da possibili minacce sia di assetti militari che di infrastrutture critiche“.

I recenti casi di “sospette azioni di spionaggio” su istallazioni militari e infrastrutture critiche come ad esempio la base di Schwesing in Germania, dove l’esercito ucraino viene addestrato all’utilizzo del sistema missilistico Patriot e dove si è registrata un’incursione di droni spia, o quelli sugli impianti di Leonardo vicini al lago Maggiore, dimostrano che la minaccia è concreta.

Silente e rapidamente dispiegabile

Attraverso l’approccio radarless, Karma si configura come “sistema silente” dal punto di vista elettromagnetico. Rispondendo al cambiamento di paradigma richiesto dal nuovo contesto geopolitico e militare.

Il sistema Karma garantisce una sorveglianza continua a 360° grazie al sistema di telecamere Ir e alla sua integrazione con algoritmi di processing Ai implementati nel Comando e Controllo che si avvale di una Human Machine Interface che consente di supervisionare tutti i sensori e fornire un quadro completo, la cui novità è la sua implementazione di complessi algoritmi per ottimizzare rilevamento, riconoscimento e identificazione e fornire all’operatore che viene assegnato alla sorveglianza e alla difesa “antidrone”, e che in base ai dati può selezionare l’azione di contrasto per l’abbattimento della minaccia.

Il sensore Radio Frequency (Rf) di cui è dotato il Sistema Karma è capace di “rilevare e identificare” i protocolli di comunicazione su radiofrequenza dei droni per estrapolare da questi le informazioni essenziali al loro contrasto. Il modulo jammer, capace di trasmettere segnali di disturbo verso i droni intercettati, è pensato per uno scenario operativo caratterizzato dall’attacco di più droni opponenti, secondo la tattica dello sciame.

Grazie alla sua struttura modulare, scalabile e integrabile, nonché alla sua capacità di essere dispiegato rapidamente, il sistema Karma può soddisfare tutte le diverse esigenze degli utilizzatori, contribuendo, all’interno di una più complessa rete di difesa aerea, alla protezione di infrastrutture critiche o a quella di singole unità militari, come navi, veicoli corazzati e semoventi.

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