Iron e Optimus insieme? Musk guarda alla Cina, la grande alleanza per i robot umanoidi del futuro

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Avete sentito le ultime dichiarazioni di Elon Musk? Il fondatore di Tesla ha seguito a distanza la presentazione di Iron, il nuovissimo robot umanoide lanciato dall’azienda automobilistica cinese Xpeng, definendolo ”non male”.

Due parole che acquistano un enorme significato considerando che sono uscite dalla bocca di Musk, seguite tra l’altro da una profezia emblematica: ”Tesla e le aziende cinesi domineranno il mercato” perché “le altre aziende occidentali sono deboli”. “Nutro un grande rispetto per la concorrenza cinese. Ci sono così tante persone intelligenti e laboriose in Cina”, ha quindi proseguito l’ex braccio destro di Donald Trump.

Non è da escludere che nelle intenzioni di Musk possa esserci la volontà di tentare un asse con la Cina sui robot, dopo quello andato in scena qualche anno fa sui veicoli elettrici che ha fatto la fortuna di Tesla.

Dal canto suo, Xpeng ha presentato il suo robot Iron in occasione dell’AI Day, il 5 novembre, suscitando ammirazione nella comunità hi-tech globale. Iron ha stupito il pubblico esibendosi in una passerella con movimenti naturali e fluidi e posture umane estremamente realistiche. Il presidente e Ceo di Xpeng, He Xiaopeng, ha condiviso un video sul social cinese Weibo rilanciando le potenzialità del gioiellino.

Iron, il robot di Xpeng che ha impressionato Musk

Il robot che ha entusiasmato Musk si chiama Iron. È l’aggiornamento del modello lanciato sempre da Xpeng ed è basato sul suo modello di intelligenza artificiale Vision-Language-Action (VLA) 2.0, che si affida principalmente su dati visivi per la formazione e il processo decisionale del dispositivo.

Come ha spiegato il South China Morning Post, l’Ia consente al robot in questione di interpretare direttamente l’ambiente circostante anziché tradurre prima le immagini in linguaggio, migliorando l’efficienza e riducendo la perdita di informazioni. Xpeng ha descritto Iron come dotato di una spina dorsale umanoide, muscoli bionici e pelle completamente flessibile.

Con 82 gradi di libertà su tutto il corpo, può ballare, esibirsi in una passerella ed eseguire altri complessi movimenti simili a quelli umani. Il robot utilizza anche quella che Xpeng definisce la più piccola articolazione armonica del settore per creare mani articolate a grandezza naturale.

Per preparare la produzione di massa del prossimo anno, l’azienda cinese ha già trovato il suo primo cliente: il più grande produttore di acciaio cinese Baoshan Iron and Steel. In un videomessaggio di mercoledì, il presidente di Baosteel, Zou Jinxin, ha affermato che il robot verrà impiegato in “settori industriali complessi come l’ispezione”.

Asse con la Cina?

Musk continua a pensare che in un futuro non troppo lontano il suo robot Optimus, un progetto lanciato nel 2022, potrebbe generare più di 10 trilioni di dollari di fatturato. Nel 2024 Goldman Sachs ha previsto che il mercato globale dei robot umanoidi varrà 38 miliardi di dollari entro il 2035, che in cinque anni verranno spedite 250.000 unità umanoidi, principalmente per uso industriale, e che tra appena un decennio i consumatori ne acquisteranno circa un milione all’anno.

Come ha spiegato la Cnn, insieme ai robotaxi a guida autonoma e ai Cybertruck, Musk ritiene che i robot Tesla siano fondamentali per affermarsi nel panorama dell’Ia. Non è quindi da escludere, anche a giudicare dalle sue recenti dichiarazioni su Iron, che il miliardario possa presto stringere un’alleanza con la Cina nello sviluppo dei robot umanoidi.

Da un lato, infatti, Pechino rappresenta il più grande laboratorio di intelligenza artificiale applicata al mondo reale; dall’altro, Tesla non può ignorare che il Dragone sta investendo massicciamente nella robotica di nuova generazione, con il sostegno diretto del governo e una rete di fornitori già pronta per la produzione su larga scala.