Intel ha un nuovo boss. Si chiama Lip-Bu Tan e deve recuperare perdite per 7 miliardi di dollari

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Intel nomina un nuovo Ceo e spera in un rilancio dopo un 2024 cupo. Può un gruppo della manifattura elettronica travolto dalla crisi di mercato, con il suo business sbranato dai colossi americani e dell’Estremo Oriente, che in un anno ha quasi dimezzato il suo valore e accumulato 7 miliardi di dollari di perdite, rinascere e allontanarsi dal baratro? Ne è convinto Lip-Bu Tan, manager di origini malesi che il gruppo di Santa Clara, California, ha nominato ieri nuovo amministratore delegato dopo la fine cupa del mandato del predecessore Pat Gelsinger, che era stato sfiduciato dal board a dicembre.

Il nuovo Ceo di Intel

Tan, omonimo di Hock Tan Ceo di Broadcom, eredita una situazione pesantissima e la crisi strutturale di un gruppo che negli ultimi anni ha combattuto, perdendola rovinosamente, una guerra su due fronti: Intel, la madre di tutte le moderne imprese microelettroniche, ha provato al contempo a tenere attiva la linea di progettazione delle schede grafiche e dei processori più avanzati e a focalizzare una quota di produzione di chip di base nel territorio statunitense, cercando poi ulteriori espansioni in aree come la Germania.

epa11158935 Outside view shows the NVIDIA (Nasdaq: NVDA) corporate offices in Westford, Massachusetts, USA, 16 February 2024. The chip maker and software company has recently disclosed investments in several AI (Artificial Intelligence) companies. EPA/CJ GUNTHER

Risultato: un disastro annunciato. Nvidia ha surclassato Intel, vicina di casa a Santa Clara, sul fronte delle schede per l’intelligenza artificiale e da Tsmc a Samsung i gruppi dell’Asia orientale hanno dominato la manifattura. La crisi del chip Meteor Lake prodotto da Intel ha mostrato tutte le fragilità del gruppo, che ad agosto ha annunciato un taglio del 15% della forza lavoro in un estremo tentativo di difesa delle linee contestato da Lip-Bu Tan, che nell’occasione si è dimesso dopo due anni dal consiglio di amministrazione, salvo poi venire richiamato come deus ex machina.

Tan, Ceo di Cadence dal 2009 al 2021, dovrà capire se Intel potrà partecipare con forza alla sfida della re-industrializzazione americana in un’epoca in cui la nuova amministrazione di Donald Trump chiede ai colossi dell’economia a stelle e strisce di rilanciarsi puntando sulla manifattura nazionale. Per Intel oggi la sfida è sistemica, perché dal suo rilancio si capirà se gli Usa sapranno non solo progettare ma anche concretamente realizzare manufatti tecnologici dall’alto potenziale strategico.

Lip-Bu Tan

Le prospettive di Intel

Tan potrà contare su un dato di fatto: Trump si deve interessare di Intel che, nota il Financial Times, è strategica per lo sforzo Usa di competizione con la Cina: “La maggior parte dei chip più all’avanguardia al mondo viene prodotta a Taiwan, lasciando le catene di fornitura di numerose importanti aziende tecnologiche statunitensi esposte all’escalation delle tensioni tra Taiwan e Cina”, e quindi, “essendo l’unica azienda statunitense teoricamente in grado di realizzare chip all’avanguardia, Intel è fondamentale per le speranze di creare dei “campioni” nella produzione di chip negli Stati Uniti” e “i funzionari dell’amministrazione Trump hanno recentemente valutato diverse opzioni per l’azienda, tra cui un potenziale accordo con la rivale Tsmc” che ha annunciato 100 miliardi di investimenti sul suolo americano.

Intel potrà rientrare, anche solo come “terzista” nella realizzazione, in questa corsa impetuosa? La speranza di Tan è questa. Per gli Usa sarebbe un disastro perdere un campione simbolo della tecnologia e oggi in appanno. Ma la storia insegna che anche nel mondo tech esistono declini che diventano base per nuove ripartenze: il caso Microsoft di inizio Anni Duemiladieci insegna ed Intel non vuole che la grande storia dell’elettronica a stelle e strisce tramonti inesorabilmente.