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Ma il 5G cos’è? Sappiamo veramente e realmente come funziona, quali sono i suoi meccanismi? Ne abbiamo una esatta conoscenza? O ci siamo fatti una idea soltanto leggendo info prese qua e là sui social media?

Ne sentiamo parlare sempre più spesso. A volte, come per magia, la scritta “5G” appare per un attimo sui nostri telefoni di ultima generazione. Ma abbiamo la corretta percezione del cambiamento che questa connettività di nuova generazione (5 sta appunto per quinta generazione) porterà nelle nostre vite?

La risposta può essere condensata in poche parole: se con il 4G abbiamo imparato a dialogare attraverso i tanti canali social, raggiungendo un livello di interazione interpersonale che non avremmo mai immaginato 10 anni fa, grazie al 5G saremo in grado di dialogare con gli oggetti, connettendoli gli uni agli altri e creando un filo conduttore con l’essere umano.

Esimi scienziati hanno spiegato, anche sulle pagine di questo giornale, le novità tecniche del 5G, io oggi vorrei fare qualche caso concreto, di quelli che possono impattare sulla vita quotidiana di ciascuno di noi.

Immaginiamo una partita di calcio alla televisione. Oggi possiamo vederla da varie angolazioni, verificare se un giocatore è in fuorigioco pure di un centimetro, e così via. Domani, attraverso una semplice app potremo vivere in maniera immersiva il gioco, diventando noi stessi calciatori, quasi come se fossimo su una piattaforma gaming. Ma potremo fare di più, “swicciare” l’immagine e trasformarci – ad esempio – nel difensore che contrasta l’attaccante mentre quest’ultimo porta la palla, o cambiare esperienza diventando virtualmente l’arbitro e osservando la regolarità della partita.

L’Italia è stata purtroppo vittima di tanti terremoti, la cui prevenzione è ancora impossibile. Però nel nostro Paese l’Università de L’Aquila, in collaborazione con ZTE, multinazionale cinese leader nel settore delle telecomunicazioni, ha sviluppato uno caso d’uso sul 5G che consente di allertare la popolazione di un centro abitato con circa 7-8 secondi di anticipo sull’arrivo  dell’onda d’urto  dall’epicentro (solitamente posizionato a chilometri di distanza nel sottosuolo della crosta terrestre).

Proviamo allora ad immaginare, per un istante, l’alert che che fa scattare i sensori posizionati all’interno di un edificio pubblico (ma anche privato), i quali spalancano automaticamente le porte antipanico del palazzo. Quante persone potrebbero salvarsi? O, ancora, pensiamo alla interruzione della erogazione del gas quando i sensori si attivano prima dell’arrivo dell’onda d’urto. Quanti incendi, e dunque morti e feriti si eviterebbero?

Bene, tutto ciò col 4G non è possibile, ma con il 5G si.

Questi due esempi, un piccolo granello fra le migliaia di casi che potremmo prendere in esame, dimostrano la importanza, e la potenza del 5G. Il cui impatto, dunque, non sarà tanto farci scaricare in pochi secondi un film o vederne, giusto per fare un po’ di accademia, 4-5 in contemporanea sul nostro schermo televisivo, ma quanto andare ad incidere direttamente sulle nostre vite.

Alessio De Sio è chief institutional & communication officer Zte Europe Region and Zte Italia