In Messico “Internet per tutti” (grazie alla Cina)

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Qualche anno fa il Messico lanciava Internet para Todos, un’ambiziosa iniziativa per garantire l’accesso gratuito a Internet a banda larga nelle zone rurali e più remote del Paese, dove i servizi tradizionali sono spesso assenti o troppo costosi. L’obiettivo finale: espandere le tecnologie dell’informazione e della comunicazione mobile in tutta la nazione.

Il programma, ancora in fase di svolgimento, è stato a lungo gestito da CFE-Telecomunicaciones e Internet para Todos, una sussidiaria della Comisión Federal de Electricidad (Cfe) istituita nel 2019, che adesso verrà sciolta e diluita all’interno della stessa Cfe.

I risultati fin qui conseguiti sono degni di nota, visto che il programma ha raggiunto una copertura del 96,4% della popolazione messicana, pari a circa 120 milioni di persone. Sono poi state installate oltre 12mila torri di telecomunicazione, di cui oltre 10.000 sono già operative, e attivati quasi 99mila punti di accesso gratuito a Internet in scuole, ospedali, piazze pubbliche e altri spazi comunitari.

La copertura nelle aree rurali è così aumentata dal 48,4% nel 2021 al 66% nel 2024. Sono inoltre state connesse oltre 6mila comunità isolate che prima non avevano alcun accesso a servizi di telecomunicazione. La copertura cellulare nazionale ha quasi raggiunto il 100%.

Il ruolo di Huawei in Messico

Ma come funziona Internet para Todos? Il programma consente ai cittadini messicani meno abbienti di richiedere, gratuitamente, una scheda Sim o un chip Internet Cfe con un pacchetto annuale di 5 GB, 1.500 minuti di chiamate e 500 sms al mese. Mentre Cfe gestisce la parte operativa del piano, altre aziende alimentano la connettività del Paese costruendo torri di telecomunicazione e punti di accesso Wi-Fi in tutto il Paese, con un focus nelle aree più emarginate del Messico.

È qui che entranono in gioco Altan Redes, il consorzio incaricato della realizzazione della rete (Red Compartida), e la coppia Huawei-Nokia, entrambi scelti come fornitori tecnologici principali del progetto. Nello specifico la società cinese Huawei era stata incaricata del dispiegamento della tecnologia nelle regioni centrali e meridionali del Messico, mentre Nokia ha operato nel nord.

Il colosso di Shenzhen ha fornito l’infrastruttura tecnologica necessaria per estendere la copertura a comunità isolate che precedentemente non erano raggiunte da operatori tradizionali. La sua partecipazione a Internet para Todos è stata dunque cruciale per il successo del programma.

Ebbene, gli Stati Uniti sono parecchio infastiditi del fatto che Huawei operi nel loro cortile di casa. Ricordiamo infatti che, durante la prima amministrazione Trump, e in seguito sotto l’ex presidente Biden, l’azienda cinese di telecomunicazioni è stata bandita dal mercato statunitense, sanzionata e accusata da Washington di spionaggio nonché del furto di segreti commerciali americani.

La collaborazione che infastidisce gli Usa

Nonostante questo Huawei sta aumentando la sua presenza e il suo potere in Messico, il principale partner commerciale degli Stati Uniti. E per di più lo sta facendo in un settore sensibile e delicato come quello delle telecomunicazioni. I giornali statunitensi hanno più volte scritto che l’azienda cinese rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale e per le attività commerciali del Paese in Messico, e che la vicinanza di queste aziende al confine è fonte di ansia nei corridoi della Casa Bianca.

Dal canto suo Huawei opera in Messico da oltre vent’anni. Ha istituito in loco un importante centro di formazione regionale, un centro di ricerca e sviluppo, un hub di cloud computing e un call center. Risulta essere persino il gestore e fornitore dell’infrastruttura negli uffici presidenziali e di alcuni ministeri chiave di Città del Messico. Le altre aziende di telecomunicazioni messicane come Telefonica del miliardario Carlos Slim, che un tempo consideravano Huawei una rivale, hanno stretto una partnership con il colosso di Shenzhen e lo utilizzano come fornitore.

Il gigante tlc asiatico, come abbiamo visto, ha inoltre svolto un ruolo dominante nell’implementazione dell’infrastruttura 5g in Messico. E non è finita qui perché dal 2022, in Messico, è operativa anche China United Network Communications Group, nota come China Unicom, che ha ottenuto un permesso trentennale dall’Istituto Federale delle Telecomunicazioni (FTI) segnando una tappa significativa nella sua espansione globale. Dall’altra parte del confine messicano, intanto, la preoccupazione cresce di giorno in giorno.