Il mondo della finanza, della tecnologia e dell’innovazione resta ai piedi di Nvidia, ora più che mai leader della borsa statunitensi e di quelle globali, mentre la domanda dei processori e delle unità di elaborazione grafica (Gpu), fondamentali per abilitare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, non cala. Anzi, il gruppo di Santa Clara prende le misure del nuovo clima geostrategico creatosi tra Usa e Cina. Aprendo da un lato, per bocca del suo fondatore e Ceo Jensen Huang, a Donald Trump e alla sua strategia, dato che per il magnate di origine taiwanese “la scelta di Trump di re-industrializzare l’America” va nella giusta direzione. E conquistando, dall’altro, i gradi e la credibilità per far pressione per ripristinare almeno in parte i potenziali affari in Cina, ammorbidendo i divieti all’export di chip e processori d’alta fascia per l’Ia imposti dalla Casa Bianca ad aprile.
La sponda Huang-Trump che ha riaperto la Cina a Nvidia
Huang ha costruito un’efficace strategia di lobbying che ha ottenuto per il gruppo la possibilità di inserirsi nelle intersezioni della “Guerra Fredda 2.0” tra Washington e Pechino. “La scorsa settimana, Huang ha incontrato Trump nello Studio Ovale e ha sostenuto la sua richiesta di riavviare le vendite dei suoi chip specializzati”, nota il New York Times, aggiungendo che “il Ceo ha sostenuto che i chip americani dovrebbero essere lo standard globale e che gli Stati Uniti stavano commettendo un grave errore cedendo il gigantesco mercato cinese ai rivali nazionali”. Pronti, via e dalla Casa Bianca è arrivato un sostanziale dietrofront: i chip Nvidia potranno prendere la via della Repubblica Popolare in maniera sistemica, sotto forma di versioni adatte ai controlli all’export americani finalizzati a ritardare l’ascesa di Pechino a gigante della tecnologia mondiale.
In particolare, nota il Financial Times, spicca nelle domande il chip H20 che, pur essendo meno potente delle Gpu di maggior valore, “ha comunque riscontrato una forte domanda in Cina, in particolare dopo che il lancio del modello R1 di DeepSeek a gennaio ha provocato un’impennata nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel Paese. I principali attori cinesi del settore, tra cui ByteDance, Alibaba e Tencent, erano stati grandi acquirenti di H20 all’inizio di quest’anno, prima che il divieto entrasse in vigore”. Nvidia è dunque decollata nuovamente in Borsa diventando la prima compagnia a superare i 4 mila miliardi di dollari di capitalizzazione nella storia mondiale del capitalismo.
L’azienda di Santa Clara vale oggi come le borse di Francia e Italia messe assieme, da sola. La potenza dei capitali accumulati su Nvidia è tale da rendere l’azienda non solo un attore tecnologico ed economico ma un vero e proprio colosso geopolitico. Capace di contribuire da sola a condizionare l’andamento dei mercati tecnologici.
Finanza e tecnologia, il volo dei colossi di Wall Street
La crescita del gruppo segna una nuova pietra miliare della dominanza della borsa Usa da parte dei grandi gruppi tecnologici. Dopo che Apple, nel 2018, è divenuta la prima azienda le cui azioni erano negoziate sul mercato borsistico a superare i mille miliardi di dollari di capitalizzazione, l’ascesa dei valori borsistici è stata verticale. E segnala la continua inflazione finanziaria che coinvolge Wall Street nella partita globale per l’innovazione.
Il colosso saudita del petrolio Saudi Aramco è diventata il 12 dicembre 2019 la prima azienda a superare i 2mila, seguita il 19 agosto da Apple che è stata la prima a riuscirci negli Usa e il 3 gennaio 2022 ha sfondato quota 3mila miliardi. Microsoft ha superato i 3mila miliardi a gennaio del 2024 e ora una nuova soglia è tagliata da Nvidia, la cui crescita è stata esponenziale. Fino al 30 maggio 2023, Nvidia non era mai stata sopra i 1.000 miliardi di dollari di valore borsistico. Ha superato i 2mila il 23 febbraio 2024, i 3mila il 5 giugno dell’anno scorso e un anno dopo è diventata la prima azienda della storia sopra i 4mila.

Il boom dell’Ia è l’ultima frontiera di questa compenetrazione tra accumulazione di capitali, finanziarizzazione e innovazione di cui le aspettative su Nvidia sono la manifestazione più visibile. La geopolitica fa il resto, aprendo o chiudendo nuovi mercati e condizionando i valori della borsa. Ad oggi, l’Ia prima ancora che sull’applicazione concreta vede la partita per il suo controllo giocarsi sulle filiere industriali e la disponibilità di capitali. Mister Huang vuole far sì che il suo gruppo continui a dominare entrambi. La Casa Bianca ringrazia per questo “America First” tecnologico. Gli investitori ringraziano. A tutti tocca credere a questo entusiasmo. A Nvidia onore e onere di mantenere gli standard attesi nell’attuale rivoluzione tecnologica.
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